Estorsione su Facebook: trappola hard

2 giugno 2017, di Giovanni Falcone

 

Sempre più frequenti i ricatti hard sul popolare social network!

Sono tantissime e sempre in aumento le segnalazioni di estorsione tramite facebook ricevute dalla Polizia postale. Si tratta il più delle volte di ricatti a sfondo sessuale.

La prima tappa e quindi il primo rischio lo si deve considerare e respingere quando si riceve una richiesta d’amicizia da una ragazza avvenente (o in qualche caso, meno frequente, per le donne, da parte di un uomo particolarmente attraente), che in seguito chiede all’utente di spogliarsi e mostrare il viso.

Se sciaguratamente si accetta, la frittata è fatta e qui inizia la guerra, apparentemente virtuale, di fatto devastante per la vita di ognuno di noi.

Una volta accettata la conversazione hard in audio e soprattutto in video, giunge immediatamente la richiesta di denaro con la minaccia di inviare il video incriminato a mogli, fidanzate, parenti, amici, colleghi e datori di lavoro od anche la pubblicazione su You tube e sputtanamento planetario compreso.

Film dell’orrore con ricatto

Si parte con una innocente richiesta di amicizia da parte della  truffatrice/estorsore, che si presenta ai nostri occhi con una foto molto interessante e particolarmente interessante, insomma una bella donna, con un sorriso ammaliante e in posa che non lascia nulla al caso ma fin troppo eloquente sotto il profilo sessuale. Ovviamente i contenuti del profilo della richiedente l’amicizia sono completamente inventati, di fantasia dove diventa pressoché  impossibile il rintraccio.

Una volta accettata la richiesta di amicizia, questo è il primo passo e si viene immediatamente contattati in chat per una chiacchierata hard molto intima.

Nel mentre l’atmosfera comincia a riscaldarsi, il passaggio alla videochiamata diventa il principale obiettivo della nuova amica, anche attraverso piattaforme informatiche come Skype.

Una volta partito il contatto video, ci chiederà di mostrargli il viso o di spogliarci. Dall’altra parte vedremo un filmato registrato della stessa ragazza che muovendosi in modo seducente cerca di rubare la nostra fiducia.

Una volta caduti nel tranello della video chiamata, registrando l’audio video “intimo”, inizia l’incubo della estorsione. La prima cosa ci viene chiesto di “bonificare” denaro su conti online, sicuramente acceso con nomi di fantasia o con documenti falsi.  Il tutto accompagnato dalla minaccia di diffondere il video o la conversazione tra i nostri contatti (che il ricattatore ha reperito grazie all’accettazione della richiesta di amicizia) o di pubblicare il filmato su Youtube.

Pensiamo a difenderci

  • Se si riceve una richiesta di amicizia da parte di una persona che non si conosce, con una foto fin troppo eloquente di “piaceri sessuali”, NON ACCETTARE o se la si accetta, declinare l’invito della conversazione in video dicendo che non si dotati di web cam: interrompe immediatamente ogni ulteriore esibizione o richiesta di conversazione (provato direttamente).
  • Qualora si accetti la richiesta, giunge subito una sortita galante chiedendovi l’avvio di una videochiamata con lo scopo di registrare – ovviamente a nostra insaputa –  un filmato hard che ci ritragga da protagonisti. Se volete evitare i peggiori guai della vostra vita, bloccate e cancellate immediatamente l’utente.
  • Nella sventurata ipotesi in cui la ricattatrice sia riuscita ad incastrarci e sia quindi in possesso del video o della conversazione,non bisogna assolutamente pagare né assecondare altre richieste.
  • Se il filmato è stato caricato su Youtube, segnalarlo immediatamente come video dal contenuto di nudità. Esso verrà rimosso dal sistema in brevissimo tempo.
  • Se abbiamo ricevuto la richiesta di pagamento,annotare tutti i dati del ricattatore, cancellarlo e bloccarlo. Non rimanere assolutamente in contatto nel tentativo di fargli cambiare idea, è tempo perso. Rimuoverli immediatamente dalle “vs amicizie”. Queste sono organizzazioni che vivono di questi sistemi e sono determinati ad andare fino in fondo.
  • Segnalare il ricatto a facebook (nella sezione “centro assistenza”).
  • Denunciare subito l’accaduto alla Polizia postale.

Quando si può e se ci riusciamo, salviamo il salvabile!

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