ENTRATE:
+37 MILIARDI
(PER ABBASSARE
LE TASSE?)

5 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Anche nel secondo semestre del 2006 le entrate saranno molto più cospicue del previsto: lo ha annunciato il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. “Le poste di crescita più rilevanti, oltre all’Ires – ha precisato Visco – hanno riguardato l’aumento del gettito relativo all’Iva, nonché l’incremento delle ritenute alla fonte sul lavoro dipendente, che testimonierebbe un processo di emersione delle attività economiche sommerse”.

Nonostante le modalità di acquisizione dei dati relativi alle entrate non consentano ancora di disporre di dati definitivi al riguardo, ha spiegato il viceministro dell’Economia alla commissione Bilancio al Senato, l’andamento delle entrate ha registrato nel secondo semestre del 2006 un aumento del gettito complessivo rispetto allo stesso periodo del 2005 compreso tra il 9 e il 10 per cento. Per un totale, negli undici mesi dell’anno, di +37 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Sulla scorta di questi dati, la commissione Bilancio del Senato ha approvato oggi un emendamento alla Finanziaria che stabilisce che le maggiori entrate fiscali che l’erario incasserà nel 2007 dalla lotta all’evasione saranno utilizzate per ridurre le tasse. L’alleggerimento andrà prioritariamente a beneficio dei contribuenti a basso reddito e agli incapienti, ma la norma non fa espresso riferimento all’aumento delle pensioni minime. Viene invece fissata al 30 settembre la data per la verifica, per valutare il gettito “permanente” da utilizzare per il calo delle tasse

Visco, nel corso dell’audizione, si è anche soffermato sulle sollecitazioni arrivate dall’opposizione sull’opportunità di estendere l’assegno familiare, per nuclei familiari con più di tre figli, che ora include i figli di età compresa tra 18 e 21 anni anche ai figli fino a 25 anni, sostenendo che la modifica sarebbe “auspicabile”, ma “non è stato possibile a causa di precisi vincoli di bilancio”.

Infine, tra le ultime modifiche alla Finanziaria, è stato introdotto un tetto agli stipendi dei manager pubblici, fissato in 250 mila euro, pari a quello stabilito per lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione. A fissarlo è stata la ‘cabina di regia’ del Senato sulla Finanziaria, che questa notte ha proseguito la sua riunione fino a dopo l’una e questa mattina ha ripreso i lavori per un’ora, prima dell’avvio della commissione Bilancio, alle 9:00.

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