Ema: via libera condizionato ad Amsterdam. Sfumano speranze per Milano

13 marzo 2018, di Mariangela Tessa

Si fanno sempre piú tenui le speranze che Milano possa avere la meglio  su Amsterdam in merito alla possibile aggiudicazione della nuova sede dell”Agenzia europea delle medicine (Ema).

Ieri la commissione Ambiente-Salute dell’Europarlamento ha dato il via libera “condizionato” ad Amsterdam per ospitare l’Ema, che deve lasciare Londra a fine marzo 2019 a causa della Brexit, specificando che il trasferimento avverrà ma a determinate condizioni, ovvero l’Olanda dovrà garantire sempre la piena operatività dell’Agenzia europea del farmaco. Non solo. In futuro il Parlamento europeo dovrà essere maggiormente coinvolto nella scelta delle sedi delle istituzioni e delle agenzie della Ue e la Commissione europea dovrà riferire ogni tre mesi sullo stato di avanzamento del dossier Ema.

Un primo via libera a larga maggioranza dunque per la capitale olandese, a cui giovedì dovrebbe seguire il voto positivo dell’intero Parlamento europeo. Ma Giovanni La Via, relatore della commissione Ambiente, osserva:

“Abbiamo detto sì, ma devono essere rispettati i tempi di consegna degli stabili, perché qualora ciò non avvenisse ci sarebbe un danno per l’operatività della stessa agenzia del farmaco. È un sì condizionato”.

Al di là delle complesse procedure Ue, a Strasburgo non è emersa una maggioranza per bocciare la scelta di Amsterdam a vantaggio di Milano, che era stata superata dalla città olandese per sorteggio dopo un ballottaggio alla pari nel Consiglio dei ministri degli Affari generali del 20 novembre scorso a Bruxelles.

Intanto un nuoovo caso agita i palazzi di Bruxelles, dopo le dimissioni a sorpresa del segretario generale della Commissione europea, l’olandese Alexander Italianer, che aveva attuato la segretazione di documenti della proposta per l’Ema ad Amsterdam su richiesta del governo dell’Aia.

L’Europarlamento ha messo sotto accusa il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e il commissario Ue tedesco Gunther Oettinger, per la fulminea sostituzione con il tedesco Martin Selmayr.

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