Elezioni Sicilia, sconfitta Pd potrebbe far slittare il voto maggio

7 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – In Sicilia il nuovo governatore della regione è Nello Musumeci, candidato del centro destra che conquista il 39,7% delle preferenze, seguito dal candidato del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri che si ferma al 34,7%. Lo stesso Cancelleri parla di una vittoria, quella di Musumeci e del centrodestra, contaminata dagli impresentabili.

Non chiamerò il vincitore Musumeci, perché dovrei telefonare ai veri vincitori che sono i Genovese e i Cuffaro.

Il riferimento di Cancelleri è a Luigi Genovese, candidato di Forza Italia e figlio del condannato in primo grado Francantonio, e agli uomini dell’ex governatore Totò Cuffaro condannato in via definitiva per favoreggiamento alla mafia che figurano nelle liste del candidato del centrodestra. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, non è affatto entusiasta del risultato visto che per portare avanti Musumeci ha dovuto stringere nuovamente alleanze con Fratelli d’Italia e la Lega di Salvini e nonostante ciò non è riuscito a sfondare l’asticella del 20%.

Ma ancora più delusi sono gli elettori del Partito democratico visto che il loro candidato governatore, Fabrizio Micari, si piazza al terzo posto ottenendo solo il 18,5% dei consensi. Una sconfitta che brucia e parecchio e che potrebbe spingere il Quirinale a posticipare le elezioni anziché a marzo a maggio sempre se lo chiede il governo o Renzi, come scrive Il Corriere della Sera.

“Posto che la legislatura si chiude a 5 anni da quando si è insediato – il 15 marzo 2013 – questo Parlamento, anche se nella storia repubblicana la prassi è sempre andata nel senso di anticipare di qualche settimana o mese il congedo delle Assemblee (e allora si parla di scioglimento tecnico), il presidente potrebbe concedere tempi supplementari tali da sfociare in un voto a maggio.

Ma non certo per una strategia di traccheggiamento pre-elettorale, che rischierebbe di tradursi in una forzatura. E dunque a patto che il prolungamento gli venga chiesto dal premier o dal segretario del partito di maggioranza, i quali gli assicurino di voler completare provvedimenti che altrimenti decadrebbero. Come jus soli o testamento biologico”.

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