Elezioni politiche, sondaggi: tutto si gioca con 30 seggi

9 febbraio 2018, di Livia Liberatore

Il primo sondaggio di Piepoli dopo i fatti di Macerata. La sparatoria e le divisioni politiche dopo l’attentato non sembrano aver modificato le intenzioni di voto. Il centro destra e il centro sinistra guadagnano punti: l’1% il centro destra e lo 0,3% il centro sinistra, a spese del Movimento 5 Stelle che perde lo 0,5% e degli altri partiti minori, come Casapound, da cui si allontana lo 0,3% dei consensi e non di Liberi e Uguali che si mantiene stabile al 6,5%.

Ma tutte le forze politiche appaiono ancora lontane dalla soglia della maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Deputati e al Senato, necessaria per vincere. Alla Camera il centro destra otterrebbe, secondo il sondaggio, intorno ai 285 seggi, ancora sotto il numero di 316 della maggioranza assoluta. Ma facendo bene i calcoli, il centro destra potrebbe avvicinarsi a questa soglia.

Molto dipende da circa 30 seggi distribuiti nel Centro e nel Sud che hanno una presenza “quasi vincente” e non “vincente”, specifica Piepoli, di un candidato del centro destra. Poche centinaia di voti separano i candidati in questi collegi: lo sfidante della destra è per un terzo dei seggi un candidato di centro sinistra e per gli altri due terzi uno del Movimento 5 Stelle. Piepoli calcola quindi che sarebbero sufficienti 600 mila voti in più rispetto a quelli attribuiti oggi dai sondaggi per far sì che il centro destra possa arrivare a governare.

“Le possibilità si restringono quindi a due: l’ingovernabilità del Paese oppure una vittoria, seppur risicata, della coalizione di centrodestra”, scrive Piepoli, secondo cui per il centro sinistra (attualmente diviso in due tronconi) e per il Movimento 5 Stelle (in splendido isolamento), invece, “non si intravedono chance di vittoria”. Questo non vuole dire che il M5S e il PD, rispettivamente primo e secondo partito d’Italia, non riusciranno a farsi valere in parlamento.

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