Elezioni italiane e mercati finanziari

14 gennaio 2018, di Francesco Melillo

Le elezioni si sa, hanno sempre un effetto sull’economia, sulla finanza e sui mercati, soprattutto in Italia

Il FTSE MIB grazie ai buoni dati macroeconomici dell’Italia ha saldamente mantenuto ed irrobustito la posizione e le performance anche nel 2018. Il PIL nel 2017 ha dato segnali convincenti circa la ripresa in atto, ancora non sono stati consuntivati i numeri finali, ma l’attesa è per un dato superiore al punto e mezzo percentuale.

Le due crisi che hanno caratterizzato l’ultimo decennio sono state i principali motivi del crollo anche dell’Italia, quindi la ripresa globale ha inevitabilmente caratterizzato e contagiato anche l’Italia. L’effetto della crisi è finora stato ben più pesante in proporzione rispetto all’entità della ripresa in Italia, ma anche se timida c’è stata e dovrebbe continuare elezioni permettendo.

Il percorso riformista avviato e la politica di austerity in parte imposta dall’Europa, in parte imposta dalla necessità di controllare uno dei più grandi debiti pubblici al mondo sono stati elementi di fiducia da parte degli investitori internazionali, anche se il prezzo è stato pagato da un ampia fascia di popolazione che si auspica possa essere ripagata dalla ripresa.

I rendimenti dei Titoli di Stato italiani a causa delle difficoltà non ancora superate completamente ed in vista dell’instabilità elettorale, hanno mostrato la loro fragilità incrementando i rendimenti al momento intorno al 2% sul BTP decennale.

Mercati e cittadini dovrebbero avere interessi convergenti, ma nella deformazione introdotta dalla società tendono a divergere. Pertanto, le richieste che il Governo dovrebbe soddisfare e quindi riportare nei programmi per le elezioni, dovrebbero essere uguali sia se richieste dai mercati sia se richieste dai normali cittadini.

Inevitabilmente quello che ha colpito in questi anni sono stati gli sprechi della macchina statale ancora evidenti che sanciscono un aumento del debito che tutti auspicano si riduca e le ancora presenti disparità sociali che solo un mercato del lavoro equo ed in crescita con bassi livelli di disoccupazione possono assicurare.

Le promesse in vista delle elezioni ammaliano l’elettore ma puntualmente vengono disattese. Il metro non può essere il rifiuto del voto in occasione delle elezioni perchè rappresenta un diritto-dovere del cittadino. Il metro deve essere la valutazione attenta dei programmi redatti prima delle elezioni che a breve saranno completi, diffidando da facili promesse, il percorso che attende l’Italia deve ancora superare molti ostacoli, quindi richiede sacrifici. Denaro a pioggia per tutti i cittadini significa assenza di responsabilità.

Ulteriori approfondimenti sul tema dello stesso autore sono disponibili al link che segue: BuyMarket – Finanza.

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