Elezioni, il Trump ceco fa paura all’Ue: “Non voglio l’euro”

9 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

E’ stato ribattezzato il Donald Trump della Repubblica Ceca, Andrej Babism, ex ministro delle finanze, uomo d’affari miliardario politicamente scorretto, anti-establishment e contrario all’integrazione Ue. E come il tycoon americano è sulla buona strada per diventare, contro ogni pronostico, il prossimo primo ministro ceco.

Secondo gli ultimi sondaggi in vista per le elezioni in programma il 20 ottobre prossimo, Babis, una delle persone più ricche della Repubblica Ceca, si presenta come un riformatore impegnato a gestire la nazione come un’azienda dopo anni di gestione corretta e inetta a suo dire.

Babis è leader di ANO 2011, Azione dei cittadini insoddisfatti, movimento di centro tecnocratico e pro-business, e ha rifiutato le etichette politiche attirando così elettori di destra e sinistra. Gli ultimi sondaggi danno il sostegno al suo partito salito al 30,9% mentre i socialdemocratici cechi sono scesi al 13,1 per cento. Il miliardario  chiede all’Unione europea il ritorno della sovranità nazionale e respinge l’euro.

Babis ha annunciato anche l’intenzione di tagliare la spesa pubblica, impedendo così alle persone di essere parassiti nel sistema di assistenza sociale, lottando per gli interessi dei cechi all’estero. Non vuole che la Repubblica ceca lasci l’Unione europea ma si oppone all’adesione del suo paese alla zona euro.

“Ci danno denaro, quindi la nostra adesione è vantaggiosa per noi. Nessun euro, non voglio l’euro qui. Tutti sanno che è fallito, si tratta della nostra sovranità. Voglio la corona ceca e una banca centrale indipendente. Non voglio che Bruxelles si intrometti. Ho smesso di credere in un integrazione e nel multiculturalismo di successo. La Merkel deve rinunciare alla sua politica di correttezza e agire sulla sicurezza delle frontiere europee.

Babis punta il dito contro la cancelliera Angela Merkel e la sua politica migratoria ricordando l’attacco jihadista a Berlino in un mercatino di Natalo lo scorso dicembre.

“Purtroppo la politica migratoria è responsabile di questo terribile atto. E stata lei a permettere ai migranti di entrare in Germania e in tutta Europa senza documenti, senza quindi sapere chi veramente entra. E la Germania sta pagando un prezzo elevato per questo sua politica. La soluzione è la pace in Siria e il ritorno dei migranti nelle loro case. Non c’è posto per loro in Europa”.

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