Elezioni Francia: scandalo Fillon riapre la gara

1 febbraio 2017, di Daniele Chicca

Lo scandalo sulla famiglia di Francois Fillon, che sarebbe stata pagata con soldi pubblici grazie alle mosse del candidato leader del centro destra, ha un impatto politico enorme sulla seconda economia dell’area euro e di riflesso in tutta Europa. Le elezioni in Francia sono molto più aperte ora di quanto non fosse fino a una settimana fa. Fillon, che era dato per favorito al secondo turno del voto per l’Eliseo, che si terrà a fine aprile e inizio maggio, ha subito un netto calo nei consensi.

Secondo gli ultimi sondaggi Fillon è dato per sconfitto al primo turno delle elezioni presidenziali, mentre nella sfida finale tra Marine Le Pen e Emmanuel Macron la spunterebbe quest’ultimo, che tuttavia potrebbe anche pagare la sua inesperienza. A parte aver ricoperto l’incarico di ministro dell’Economia nell’ultimo governo Hollande, il rampollo del nuovo centro filo europeo non ha la stessa caratura politica della sua rivale del Front National, partito di destra euro scettico con tendenze nazionaliste e xenofobe.

Secondo la ricostruzione del quotidiano satirico e politico Le Canard Enchainé, Fillon avrebbe, con un escamotage, fatto guadagnare fino a oltre 900 mila euro di stipendio pubblico alla moglie Pénélope e 84 mila euro ai suoi figli, senza che i suoi familiari lavorassero sul serio. È un aspetto inquietante per un candidato che ha sempre definito l’onestà come uno dei valori fondamentali di un uomo politico, sottolineando che “solo un uomo perfetto” è in grado di guidare la Francia. Lo stesso Fillon ha raccontato di aver assunto la figlia e il figlio, all’epoca dei fatti studenti 23enni, come assistenti al Senato.

La procura di Parigi sta indagando su quello che i media hanno battezzato il ‘Pénélopegate’ e due giorni fa Fillon e consorte sono stati interrogati dalle autorità in merito alla vicenda. Il vincitore delle primarie del centro destra è accusato di aver registrato la moglie come assistente in Parlamento per permetterle di guadagnare più di 900 mila euro nello spazio di oltre dieci anni senza fare effettivamente gran che in aula.

Macron tallona Fillon nei sondaggi

Fillon, che ha puntato molto sulla sua integrità durante la campagna delle primarie del partito Repubblicano, si è difeso dicendo di essere vittima di un piano denigrante mai visto prima nella storia della Quinta Repubblica. Fillon ha anche promesso di ritirarsi dalla corsa alla presidenza se l’inchiesta preliminare dovesse assumere i contorni di un’indagine formale. Sarebbe anche questa una prima volta nella storia di una campagna presidenziale in Francia.

Fillon si è spinto fino a denunciare “un golpe istituzionale” contro la sua candidatura all’Eliseo da parte della “gauche” (la sinistra) e ha chiesto ai parlamentari del suo partito di continuare a sostenerlo. “La credibilità della mia candidatura è stata messa in dubbio” da questa vicenda, avrebbe dichiarato Fillon, secondo quanto risulta a Le Figaro, nel corso di una riunione a porte chiuse nel quartier generale della sua campagna a Parigi.

I sondaggi danno Le Pen in vantaggio nel primo turno e Macron che tallona Fillon per il secondo posto che varrebbe la qualificazione al secondo turno del 7 maggio. Altre rilevazioni, come quella riportata da Les Echos, sanciscono addirittura il sorpasso su Fillon. Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato da Le Figaro, Le Pen perderebbe nettamente in caso di confronto con Fillon e uscirebbe sconfitta anche in una sfida a due con Macron. Ma dopo lo choc Brexit e il trionfo di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa bisognerebbe diffidare dei sondaggi pre voto e abituarsi all’idea che tutto è possibile.

Volendo esaminare comunque i numeri a disposizione, da un sondaggio preparato da Kantar Sofres per il quotidiano Le Figaro si scopre che il 22% dei voti andrebbe nonostante tutto a Fillon, forte però di un solo punto di vantaggio sullo sfidante di centro. Prima dello scoppio del Pénélopegate il candidato di centro destra era dato al 26% e Macron al 21%. Prima dell’apertura dell’inchiesta, Fillon era considerato il favorito indiscusso delle elezioni.

Lo spettro di una vittoria di Le Pen, eventualità difficile ma non impossibile, sta innervosendo i mercati finanziari e in particolare gli investitori che scommettono sui titoli del debito sovrano. Lo Spread tra Bond francesi e Bund tedeschi è salito ai livelli più alti dal 2014, oltrepassando quota 63 punti base. I mercati del reddito fisso scontato i timori di una crescita delle chance di vittoria di un partito che in campagna elettorale sta facendo della promessa di indire un referendum sull’uscita della Francia dall’area euro (la cosiddetta ‘Frexit‘) il suo cavallo di battaglia.

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