Elezioni Europa, perché populismo ha già vinto

27 febbraio 2017, di Alessandra Caparello

Grande protagonista della scena politica prossima in Europa è l’Olanda che sarà chiamata alle urne il 15 marzo. Se finora le elezioni olandesi sono state bollate come le più noiose nell’Ue, ora le cose cambiano e tutti guardano con trepidazione ai risultati che usciranno dalle urne nei Paesi Bassi.

Ma perché tutto questo interesse verso le elezioni olandesi? La stragrande maggioranza degli elettori olandesi ha votato per lo stesso partito per tutta la vita e ci sono state poche e piccole scosse elettorali nel corso della storia, ma le cose hanno cominciato a prendere una piega diversa nel 2002, e questo a causa da una parte dello shock per gli attentati dell’11 settembre e poi per l’ascesa del politico Pim Foruyn che il  6 maggio 2002, a nove giorni dalle elezioni politiche, fu assassinato da un militante della causa animalista ed ambientalista.

Le posizioni politiche di Fotuyn furono contraddistinte dalla sua preoccupazione per l’Islam e sull’immigrazione extra-europea nei Paesi Bassi. Il suo successore oggi è  Geert Wilders, leader del partito di estrema destra islamofobo e anti-euro. Wilders è stato definito come l’uomo che ha inventato il trumpismo e oggi cavalca l’onda del populismo e avanza nel sondaggi. Wilders non è un politico di destra della prima ora visto che l’FPO austriaco e il Front national francese sono nati molti decenni prima  che Wilders si buttasse in politica.

Ma Wilders è l’uomo che domina nella politica olandese tramite Twitter, ancor prima di Trump, il one man show che sta rendendo le elezioni olandesi il banco di prova per eccellenza dei sentimenti populisti che hanno spinto il Regno Unito fuori dell’Unione europea con la Brexit e portato Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Wilders e il suo Partito della libertà (Pvv) sono in testa ai sondaggi contro il Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vdd) del primo ministro Mark Rutte, ma il paesaggio politico olandese oggi è abbastanza frammentario tanto da far apparire quasi inevitabile un governo di coalizione con quattro o cinque partiti, ma è del tutto impossibile visto che nessuno vuole allearsi con Wilders.

Qualunque sia il risultato non farà che accrescere allora l’insoddisfazione verso la politica ed è questa la principale lezione che l’Europa dovrà tenere a mente.

 

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