Elezioni e npl: banche italiane ai minimi da giugno

15 dicembre 2017, di Daniele Chicca

Sono giornate tese sui mercati finanziari per le banche italiane, che stanno pagando il rialzo dei tassi di interesse sul mercato secondario in vista dell’avvicinarsi delle elezioni italiane di marzo. Dopo che è stata annunciata la possibile data dell’imminente voto, lo Spread tra Btp e Bund è balzato nei giorni scorsi ai livelli più ampi da fine novembre, sopra i 180 punti base.

L’indice del settore delle banche è sotto pressione da inizio settimana, ma viene penalizzato da un fattore che grava sui conti di bilancio da anni: la montagna di crediti deteriorati da smaltire e la prossima stretta della Bce nella forma dell’addendum alle linee guida sui crediti deteriorati.

L’incertezza alimentata dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018, che a giudicare dai sondaggi dovrebbero lasciare il paese in uno stato di ingovernabilità, contribuisce ad accrescere il nervosismo: l’indice settoriale delle banche della Borsa di Milano è in calo dell’1,6% in questi minuti, viaggiando ai minimi dalla fine di giugno.

Con le nuove regole della Bce sugli npl saranno da mettere in conto pesanti svalutazioni, automatiche per il 100% dell’ammontare dei crediti deteriorati non garantiti (dopo due anni) e di quelli garantiti (dopo sette anni). Il provvedimento vale esclusivamente per i prestiti che entrano in sofferenza dal primo gennaio prossimo.

L’ABI, l’associazione bancaria italiana, e i vertici delle banche del nostro paese, settore su cui pesano come un macigno centinaia di miliardi di euro di crediti deteriorati, si è lamentata delle nuove norme della vigilanza delle autorità di politica monetaria dell’area euro. Esse rischiano infatti di infliggere “un duro colpo al rapporto banca-impresa limitando le ristrutturazioni dei finanziamenti e il successivo periodo di cura dei crediti”.

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