Elezioni: flat tax promossa da Confindustria, ma è senza coperture

6 febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “È un buon concetto nella logica di rivedere una riforma fiscale in Italia”. Così  ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia della flat tax, uno dei cavalli di battaglia del programma elettorale del centro destra portata avanti da Berlusconi e da Salvini con contenuti però diversi.

Il leader di Forza Italia prevede una flat tax con aliquota unica, in cui la percentuale che viene pagata in tasse è fissa e non cresce con l’aumentare dell’imponibile. Nel caso di una flat tax sul reddito, la percentuale pagata in tasse da chi guadagna diecimila euro è uguale a quella di chi ne guadagna centomila, anche se ci sarebbe una deduzione per ogni famiglia di 13mila euro.

Quella di Salvini invece è una flat tax più estrema sottraendo dal reddito una deduzione di 3mila euro per ogni membro della famiglia, e applicando un’aliquota fissa del 15% su ciò che rimane. Obiettivi della flat tax sono essenzialmente due: tagliare le tasse e rendere più semplice il sistema fiscale. Ma quanto costerebbe la flat tax?

Entrambi i leader politici sostengono che la proposta costerebbe una trentina di miliardi. A smentirli è l’economista della Bocconi Roberto Perotti, che su La Repubblica sostiene che la flat tax della Lega costerebbe 80 miliardi, e quella proposta da Forza Italia 83. Perché questi numeri così diversi?

“In parte è classica propaganda elettorale. In parte nel caso della Lega è una piccola clausola che nessuno ha notato: «Il dipendente statale e il pensionato dovrebbe ricevere direttamente il netto pattuito senza tassazione». In altre parole, la flat tax non si applica ai dipendenti statali e ai pensionati. Una clausola palesemente incostituzionale e politicamente inapplicabile. Poi ci sarebbero due altre fonti di finanziamento.

“Secondo Lega e Forza Italia con la flat tax riemergerebbe almeno 160 miliardi di sommerso, che tassati al 15 percento porterebbe 25 miliardi. Ma è credibile? Ci si dimentica che chi evade risparmia anche sui contributi. Un autonomo con coniuge e due figli che guadagna 30 mila euro oggi paga un’aliquota media del 43 per cento, il 32 per cento con la flat tax. Se si evade al 43 per cento si evade anche al 32 per cento”.

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