Effetto Trump: in Cina è fuga in massa dallo yuan

19 dicembre 2016, di Daniele Chicca

Le autorità cinesi non sanno più cosa fare per tutelare lo yuan e contenere la debolezza della divisa nazionale. Nei primi 11 mesi dell’anno, i depositi bancari in valuta straniera sono saliti di quasi il 32% tra le famiglie in Cina.

Il balzo – pari a circa quattro volte il tasso di crescita dei depositi in yuan e altre valute nello stesso paese, stando ai dati della banca centrale della Cina – arriva in parallelo a un momento di estrema difficoltà per la valuta cinese sul Forex, dove lo yuan è sceso ai minimi di otto anni sul dollaro.

La fuga di capitali dallo yuan e la corsa dei cinesi in banca per aprire conti in dollari è evidente e preoccupa il governo cinese: i cittadini sono consapevoli che lo yuan si indebolirà ancora l’anno prossimo, quando la Federal Reserve dovrebbe proseguire con la sua strategia di irrigidimento monetario.

Inoltre non aiutano le minacce del presidente eletto Donald Trump che dice di voler dichiarare ufficialmente la Cina un “manipolatore valutario” e di voler imporre tariffe doganali punitive ai beni importati negli Stati Uniti dalla potenza asiatica.

Con le sue dichiarazioni in ambito geopolitico Trump ha anche fatto salire le tensioni con Taiwan e sulla delicata questione dei territori contesi nel Mar Cinese Meridionale.

In Cina c’è da aspettarsi ulteriori controlli di capitali: è l’unica opzione rimasta alle autorità. “Le aspettative di una fuga di capitali sono evidenti”, racconta a Reuters la cinese Zhang che era solita usare i risparmi in yuan per comprare 10.000 dollari ogni anno. “Finché mi rimangono soldi cambierò in dollari più yuan ancora l’anno prossimo”.

La settimana scorsa si è chiusa con un innalzamento delle tensioni tra i due pesi massimi mondiali dell’economia. Il sequestro di un drone navale americano da parte di una imbarcazione cinese, avvenuto in acque internazionali, nel Mar Cinese Meridionale, è stato usato dal presidente Trump come scusa per rinnovare gli attacchi alla Cina.

Con un messaggio su Twitter il leader Repubblicano ha detto di giudicare “senza precedenti” il gesto. L’effetto sui mercati è stato comunque limitato venerdì, ma sufficiente a far calare leggermente le borse Usa, dando luogo a lievi acquisti di Treasury sulla parte a breve della curva dei rendimenti e ponendo un freno al rafforzamento del dollaro.

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