Effetto “gilet gialli”: benzinai d’Europa senza più diesel

28 novembre 2018, di Alberto Battaglia

L’offerta di carburante diesel sta rapidamente calando in Europa, in seguito agli scioperi in Francia e all’abbassamento dei livelli del fiume Reno – che avrebbero messo in difficoltà la produzione di uno stabilimento Shell.

A svelare sinteticamente questa stretta all’offerta di gasolio è lo spread fra i prezzi attuali e futuri, in acutissima crescita. Nel grafico in basso, a cura di Bloomberg, è infatti visibile l’impennata nei prezzi dicembre-gennaio a 13,25 dollari per tonnellata: un massimo storico per questa tipologia di contratto. Il surplus di valore del barile di gasolio rispetto al greggio Brent, inoltre, ha raggiunto i suoi massimi livelli da sei anni, a 15,96 dollari.

 

Queste difficoltà coincidono con la grande protesta dei gilet gialli in Francia, che hanno manifestato contro il rincaro dei prezzi dei carburanti, e del diesel in particolare.

Martedì un portavoce del colosso petrolifero francese Total ha fatto sapere che, in seguito a una disputa con i lavoratori, la maggiore raffineria del Paese ha avviato il processo di chiusura. L’impianto da 247mila barili al giorno si trova a Gonfreville, in Normandia. La medesima protesta da parte dei lavoratori ha comportato, inoltre, un drastico calo della produzione anche in altri due stabilimenti.

Nel frattempo, in Olanda, un’altra notizia coincide con un calo dell’offerta di gasolio. Lo scorso 20 novembre, infatti, Shell aveva annunciato un taglio della produzione in una delle sue raffinerie in Renania, per via dell’abbassamento delle acque del fiume Reno.

Martedì la compagnia petrolifera ha dichiarato via Twitter che alcune stazioni di rifornimento sarebbero temporaneamente rimaste a corto di carburante. Un problema che, scrive Bloomberg, potrebbe presto verificarsi anche in alcune stazioni in Germania.

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