Educare i figli all’eredità è la prima preoccupazione dei super-ricchi

10 gennaio 2019, di Alberto Battaglia

L’allargamento delle diseguaglianze economiche accentua anche un aspetto normalmente poco dibattuto, ma che genera crescenti preoccupazioni – alle famiglie facoltose. Come educare al meglio i propri figli di fronte alla prospettiva che, un giorno o l’altro, erediteranno una vasta fortuna.

 

La gestione della ricchezza, infatti, comporta l’acquisizione di competenze e una maturità psicologica tale da evitare sprechi e che consenta di mantenere integre le ambizioni dell’individuo. Il Financial Times ha sondato i professionisti del settore, incaricati di consigliare i super-ricchi sulle mosse più efficaci. “Potrà sembrare pazzesco, ma non cambierei il mio posto con quello dei miei clienti”, dice uno degli esperti, confermando lo stress che deriva dalla gestione di vari milioni di patrimonio:”la mia vita è molto più semplice”. Secondo Oliver Gregson (JPMorgan Private Bank di Londra), i rischi sono concreti: “Rischiano di dilapidare il denaro come fosse acqua fresca se non sono in grado di intravedere un valore in esso. Per chi arriva dal nulla ed è riuscito a mettere assieme una fortuna da zero è una situazione complessa, che può portare a grandi rimorsi se non viene affrontata per tempo”.

 

La stessa JP Morgan Private Bank ha pubblicato una guida che comprende alcuni consigli per l’educazione al risparmio dei giovani. Fra i punti chiave: abituare sin dalla tenera età a maneggiare denaro, tramite il classico salvadanaio, e aprire già all’età 9 anni il primo conto corrente personale del figlio. E ancora: incoraggiare la gestione di un budget a partire dall’adolescenza; evitare di nascondere le fonti delle fortune di famiglia e, infine, educare alla filantropia e agli investimenti sostenibili per incoraggiare una coscienza sociale.
In ogni caso, non conviene affatto eludere il discorso: “Parlare dell’eredità in modo approfondito”, ha detto Helen Watson (Rothschild & Co Wealth Management) “è il primo passo per trasmettere conoscenze e competenze in grado di gestire questa enorme responsabilità”.

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