Economista vicino al M5S: “Piano B per uscita euro”

25 maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Preparare un piano B di uscita dall’euro per negoziare con la Germania è saggio. Così parla l’economista Marcello Minenna, dirigente Consob e docente alla Bocconi e alla London Graduate School, in un’intervista a La Stampa.

Secondo il membro della segreteria tecnica del Commissario straordinario di Roma ed ex assessore della giunta Raggi, avere nel cassetto un piano B di uscita dall’euro è questione di buon senso.

“L’ho sempre sostenuto. Non farlo per ragioni ideologiche non è lungimirante. In Germania si discute apertamente di incorporare nei Trattati una procedura ordinata di uscita (…) La Germania ha interesse che esista una scappatoia, sia in caso di uscita italiana innescata da un governo non cooperativo, sia in caso di riforma sgradita dell’Eurozona. A quel punto sarebbe la stessa Germania a valutare la scappatoia”.

Per evitare conseguenze negative dall’uscita dalla moneta unica, dice Minenna, il ruolo della BCE è cruciale.

Una posizione collaborativa della Bce diverrebbe cruciale nel negoziato, l’esperienza della crisi greca del 2015 non è incoraggiante (ndr: l’Ue) In genere tende a essere accomodante sul deficit: lo dimostrano gli sforamenti decennali di Spagna e Francia. Sull’Italia i grand commis europei puntano i piedi per l’alto livello di debito, ma non credo che il confronto/ scontro si concretizzerà su un punto di deficit in più”.

E alla domanda se il nostro paese rischia di finire come la Grecia, l’economista è chiaro:

Scenari prematuri. Certo l’esperienza greca dev’essere ben scolpita nella mente di chi intende avviare un negoziato a muso duro con le istituzioni dell’Eurozona“.

 

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