Economista Rosenberg: comprate oro, petrolio e tutte le materie prime

17 aprile 2018, di Daniele Chicca

L’economista David Rosenberg prevede un calo repentino e continuo del dollaro, pertanto il consiglio è quello di investire o aumentare l’esposizione in tutte le materie prime principali, oro, petrolio e compagnia.

“Ditemi che il dollaro non corre il rischio potenziale di scendere ancora e di tanto?” si chiede retoricamente Rosenberg in un commento sul suo conto Twitter (vedi sotto) in cui il Chief Economist e Strategist di Gluskin Sheff + Associates Inc. allega un grafico eloquente, per lo meno sotto il profilo dell’analisi tecnica.

Guardando ai grafici e al trend del dollaro negli ultimi anni, si vede come non ci sia alcun supporto in grado di sorreggere fino a quota 80. È quello a cui si riferisce con ogni probabilità Rosenberg nella sua succinta analisi.

Sotto il profilo dei fondamentali economici, molto dipende da quanti rialzi dei tassi di interesse Usa sconta il mercato. Forse le strette monetarie saranno meno del previsto, stima Mike Mish Shedlock nel suo blog di economia. Il deficit federale americano non fa che peggiorare e le misure “espansionistiche” promesse o già varate da Donald Trump, come la maxi riforma fiscale, mettono in pericolo il biglietto verde.

Anche se il mercato inizia a scontare un tapering della BCE e un ciclo di rialzo dei tassi a partire dal 2019, difficilmente tutto andrà secondo i piani. Fatte queste considerazioni e alla luce delle tante incertezze geopolitiche, al contrario di Rosenberg, Shedlock è pessimista sulle prospettive del greggio.

Il motivo? Il petrolio si può considerare facente parte dell’insieme delle materie prime industriali e quando l’economia globale si indebolisce ne subisce le conseguenze. “Potremmo trovarci in una fase finale della crescita dell’inflazione, simile a quella che ha visto il petrolio balzare a 140 dollari al barile nel 2008″.

In generale, per l’oro è una situazione ideale: se le banche centrale non rispettano i tempi e sono meno aggressive del previsto nelle loro politiche di normalizzazione della strategia, i prezzi dell’oro saranno i primi beneficiari a prescindere da come si comporterà l’attività economica globale.

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