Economie avanzate: debito cresce 10 volte più in fretta del Pil

9 novembre 2018, di Alberto Battaglia

Che l’economia globale sia coperta di debito non è esattamente una novità. Le politiche monetarie espansive sono state una delle vie di fuga dalla recessione portata dalla crisi finanziaria. Ma ridurre i tassi d’interesse non è che un incentivo a contrarre debiti, auspicabilmente per compiere investimenti produttivi per l’economia.

Il problema è che l’entità del debito su scala globale è continuata a crescere, ed è per questo che si guarda con attenzione alle conseguenze di una normalizzazione dei tassi d’interesse: il rischio è che un’ondata d’insolvenze possa innescare una nuova crisi.

Non solo, affinché i debiti rimangano sostenibili è vitale che la crescita economica possa permettere di onorarli. Il commentatore del New York Times, John Mauldin, è convinto che dovremmo dubitare del fatto che l’economia globale possa reggere per sempre il peso del debito, pubblico e privato, giunto complessivamente al 325% del Pil.

A conforto di questa tesi, Mauldin cita i seguenti dati:

“Hoisington Investment Management’s Lacy Hunt ha calcolato che il debito sta perdendo la sua capacità di stimolare la crescita. Nel 2017, un dollaro di debito non finanziario ha generato solo 40 centesimi di Pil negli Stati Uniti. Ancora meno altrove. Questo è in calo da oltre quattro dollari di crescita per ogni dollaro di debito 50 anni fa”.

Il che porta Mauldin ad affermare: “Se sei abituato a usare il debito per stimolare la crescita, e il debito perde la sua capacità di produrne, cosa succede dopo? Avete indovinato: i poteri brillanti-aggiungono ancora più debito”.

Il secondo punto non è meno preoccupante:

Secondo Lakshman Achuthan del Economic Cycle Research Institute’s “il debito combinato di Usa, Eurozona, Giappone e Cina è aumentato oltre dieci volte tanto rispetto alla propria crescita lo scorso anno”. Un ritmo di questo tipo non potrà che contribuire a un peso ulteriore del debito sul Pil globale.

Secondo Mauldin non c’è possibilità che questo problema possa avere un lieto fine: “Lo scenario migliore che posso immaginare è una stagnazione decennale (e forse più) che permetta al debito di essere liquidato”.

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