Economia italiana, va meglio senza governo

10 aprile 2018, di Livia Liberatore

Trascorso più di un mese dalle elezioni del 4 marzo, l’Italia non è ancora riuscita a formare il nuovo governo. Mentre va avanti la fase delle consultazioni, l’economia non sembra risentire dell’instabilità politica. Lo confermano gli ultimi dati della nota mensile dell’Istat. A marzo la spinta dell’economia ha segnato “una lieve flessione, rimanendo comunque su livelli elevati che suggeriscono il proseguimento della fase di crescita dell’economia”.

Lieve flessione, dunque, su dati già in miglioramento. In particolare, sul mercato del lavoro, a febbraio la disoccupazione è scesa al 10,9%, ai minimi dall’agosto 2012. La variazione nel trimestre dell’indice della produzione industriale è positiva dell’1% e anche il fatturato è cresciuto del 2,1%. Quanto ai consumi delle famiglie, nel quarto trimestre la variazione congiunturale è stata dello 0,5% rispetto ai due trimestri precedenti.

I prezzi al consumo hanno mostrato un profilo di crescita a marzo, riportandosi allo 0,9%. L’inflazione di fondo, al netto di beni energetici e alimentari non trasformati, che misura il reale andamento del costo della vita, è aumentata dello 0,3% rispetto ai due mesi precedenti e dello 0,5% rispetto alla fine dello scorso anno. In miglioramento anche la fiducia delle imprese di costruzione, mentre i prezzi delle case nel 2017 sono calati dello 0,4% nel 2017.

A confermare il trend di crescita è anche l’indice del disagio sociale diffuso da Confcommercio, che è sceso a febbraio a 17,2, il valore più basso dall’agosto del 2011. E l’indicatore anticipatore dell’Istat “si mantiene sui livelli massimi del periodo”. Tutto questo mentre il Paese non ha ancora formato il nuovo governo.

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