Economia Eurozona: massimi da sei anni, Italia fanalino di coda

3 marzo 2017, di Mariangela Tessa

L’economia dell’eurozona torna a lavorare a pieno regime. Lo testimonia l’andamento della lettura finale dell’indice Markit Pmi della produzione composita che ha raggiunto il valore più alto in sei anni, raggiungendo quota 56 da 54,4 di gennaio. Bene anche l’indice finale dei servizi, salito a 55,5, invariato dalla stima flash, e in crescita da 53,7 di gennaio.

“L’espansione-  si legge nel comunicato di MarkitEconomics – è stata guidata dal settore manifatturiero il cui maggiore afflusso di ordini nazionali ed esteri ha spinto la produzione al record da aprile 2011. Anche nel settore terziario c’ stato un maggiore slancio della crescita, con un aumento dell’attivita’ economica balzata al valore più alto in più di cinque anni e mezzo”.

Positivi i commenti degli analisti.  Chris Williamson, chief business economist presso IHS Markit sottolinea che a febbraio, la crescita è accelerata in tutte e quattro le nazioni principali mostrando una ripresa sempre più sostenibile e robusta.

“In questo primo trimestre sia la Francia che la Germania sembrano puntare a raggiungere una crescita dello 0,6%, con la Spagna in corsa per almeno lo 0,7%; l’Italia fatica a tenere il passo, godendosi tuttavia il migliore incremento in oltre un anno, con la possibilità di veder crescere il proprio Pil a 0.4% durante il primo trimestre”.

Per Williamson:

“il miglioramento generale di questo primo trimestre sta spingendo il Pmi dell’Eurozona su un terreno di crescita del Pil dello 0,6. Anche il mercato del lavoro sta iniziando a dare buoni risultati, con la più rapida creazione occupazionale in circa dieci anni. L’accelerazione della crescita, l’occupazione ed i prezzi indicati dall’indagine, suggeriscono che gli analisti inizieranno a chiedersi quando la Bce ridurrà gli stimoli. E’ tuttavia possibile che nei prossimi mesi l’enfasi della banca centrale si mantenga quieta, concentrandosi sugli ostacoli che l’economia incontrerà nel 2017, nello specifico la necessità di una strategia accomodante di fronte alle incertezze politiche’.

Tornando all’analisi dei dati nazionali, quello che emerge è che l’Irlanda è rimasta alla guida della classifica di crescita del Pmi Composito, nonostante sia stata l’unica nazione ad indicare un rallentamento del tasso di espansione da gennaio. Le quattro nazioni principali hanno tutte riportato maggiori incrementi della produzione, toccando il record su 18 mesi in Spagna, su 34 mesi in Germania, su 69 mesi in Francia ed il più netto aumento dal 2015 in Italia.

 

Hai dimenticato la password?