Economia e mercati, Re dei Bond: “è l’ora della verità”

12 marzo 2018, di Daniele Chicca

I mercati finanziari stanno festeggiando gli ultimi dati sul mercato del lavoro Usa, che sembrano confermare il fatto che ci troviamo ancora in un contesto di “Riccioli d’Oro” (“Goldilocks”), segnato da crescita sincronizzata globale e inflazione sotto controllo. Tuttavia secondo alcuni commentatori e analisti, tra cui Jim Bianco di Bianco Research e l’editorialista del Financial Times Stephen King. tale scenario favorevole per gli asset rischiosi apparterrà presto al passato.

Bianco sottolinea che il 90% delle economie mondiali hanno registrato sorprese positive a metà 2017. Tuttavia i dati hanno mostrato un rallentamento negli ultimi mesi, specie a inizio 2018, con l’analista che cita i casi di area euro e Canada. La percentuale di economie i cui dati su PIL produzione industriale, ordini di beni durevoli, creazione di posti di lavoro, hanno sorpreso in positivo è scesa al 44%. Dati macro sopra la media si sono visti nel 67% delle regioni prese in esame.

“Se anche questa percentuale dovesse scendere sotto il 50%, allora non si potrebbe più parlare di crescita economica coordinata“. Anzi, come si vede bene nel secondo grafico riportato più in basso, sono le sorprese negative che ormai stanno diventando la norma. La fase favorevole di “Riccioli d’Oro” potrebbe essere insomma giunta al capolinea.

La corsa dei listini azionari, destinata a proseguire anche oggi (vedi grafico in fondo) dura ormai da nove anni e ha permesso al Dow Jones si quadruplicare la sua capitalizzazione borsistica. Mentre la fase rialzista prosegue, tuttavia, la crescita economica nelle aree industrializzate di Eurozona, Stati Uniti e Giappone sta rallentando il passo dopo aver toccato un picco nel secondo o terzo trimestre del 2017. Alla conferenza Strategic Investment 2018, il Ceo di DoubleLine Capital Jeff Gundlach, soprannominato “Re dei Bond”, ha avvertito che siamo al “momento della verità”.

Mercati: marea di Treasuries in arrivo sul mercato

Analizzando le condizioni negli Stati Uniti, il gestore ha lanciato un allarme su una strategia economica che porta ad un aumento del deficit di bilancio rispetto al PIL in un contesto non recessivo. Se si somma il deficit federale alla politica di normalizzazione del budget ‘monstre‘ della Federal Reserve che Jerome Powell si appresta ad attuare, significa che ci saranno 2-3mila miliardi di Treasuries Usa che verranno emessi sul mercato.

La situazione è pronta a esplodere nel 2019, secondo le previsioni di Gundlach. Gli investitori devono ancora realizzare tutto ciò, ma quando lo capiranno, il sentiment di mercato sarà mutato. Tutti gli indicatori economici, salvo forse i salari, puntano a un surriscaldamento dell’inflazione. Tra i dati di fondo, lo strategist metti in evidenza l’enorme disparità tra servizi e i beni negli Stati Uniti.

Detto questo, l’indice dei prezzi al consumo ‘core’ si sta muovendo in rialzo in Usa. L’inflazione sta accelerando anche in Germania e in Giappone, peraltro. Per Gundlach è assurdo che la Fed abbia ancora come obiettivo il raggiungimento del 2%, quando “ci siamo già arrivati”.

Il rapporto tra indice CPI e futuro andamento del PIL è legato da un filo molto stretto, come osserva il guru dei mercati: una correlazione elevata tra indice ‘core’ dei prezzi al consumo e indice PMI Ism, dice che c’è da aspettarsi un ritorno dell’inflazione. Se sarà così, la domanda da porsi non è quale sarà l’impatto sull’economia, bensì come reagiranno i mercati.

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