È il momento perfetto per ridurre il debito italiano

5 gennaio 2018, di Livia Liberatore

L’Italia è di nuovo sotto i riflettori con l’avvicinarsi delle elezioni in programma il prossimo 4 marzo. Il Paese è la più grande economia indebitata, scrive in un commento Richard Barley del Wall Street Journal, con il passivo che arriva al 135% del Prodotto interno lordo. Nonostante la ripresa della crescita e la stabilizzazione del sistema bancario, l’appuntamento elettorale mette di nuovo, come durante la crisi finanziaria, al centro i rischi legati al debito.

Proprio quando questo potrebbe finalmente ridursi, scrive Barley. I tassi bassi della Banca centrale europea hanno creato le basi per la guarigione dell’Europa e insieme a questa anche dell’Italia. Con una crescita nel Paese che sale nel 2017 dell’1,5% sulle previsioni della Commissione europea, il livello del debito si è stabilizzato. Il Fondo monetario internazionale pensa di poter raggiungere il debito al 126% del Pil entro il 2020.

Negli ultimi tre anni, nota Richard Barley, il rendimento dei titoli di Stato di nuova emissione ha raggiunto una media dello 0,64%, secondo i dati del Tesoro. Il Paese ha approfittato delle condizioni del mercato obbligazionario per aumentare la scadenza media del debito per quasi sette anni. Gli investitori non dovrebbero spaventarsi se le obbligazioni italiane si dimostreranno volatili nei prossimi mesi.

Lo spread del rendimento italiano decennale rispetto alla Germania è salito a 1,6 punti percentuali dal minimo di dicembre di 1,3 punti, ma non è una mossa insolita in periodo pre elettorale. Il problema del debito italiano è cronico e non acuto, sottolinea il Wall Street Journal: le attuali condizioni economiche offrono l’opportunità di affrontarlo. L’importante è che ci sia la volontà politica di portarlo a ribasso, conclude l’analisi.

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