E ADESSO LA FINANZA AMERICANA SCOPRE LE DONNE

24 dicembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Sembra che finalmente il mondo della finanza abbia scoperto che gli uomini e le donne, quando si tratta di investimenti, non sono stati creati uguali, o forse semplicemente che anche le donne investono.

Comunque sia, le grosse ”brokerage house” hanno varato di recente strategie di mercato indirizzate a questo settore e lanciato divisioni specializzate in investimenti ”per signore”.

Merrill Lynch che, ad esempio, pubblicizza i propri servizi su riviste femminili e offre seminari educativi, ha appena lanciato una nuova sezione sul proprio sito Web dedicata alle esigenze finanziarie delle donne; Ernst & Young ha pubblicato recentemente la guida ”Financial Planning for Women” e ha messo una signora a capo della divisione nazionale di consulenza finanziaria personale. E Bloomberg in collaborazione con il sito femminile Women.com ha creato Bloomberg/Women.com 30, il primo indice azionario che copra le aziende amministrate da donne.

Non e’ pero’ una questione sessista, ne’ solamente una tattica di mercato; gli esperti sono infatti concordi nel dire che le donne applicano agli investimenti un approccio diverso da quello dei loro compagni. Paula Kennedy, senior manager del gruppo di consulenza finanziaria personale di Ernst & Young (e co-autrice della guida) spiega che ”le donne hanno bisogno di maggiori informazioni prima di poter agire” e che prima di rischiare il proprio denaro fanno domande, studiano ricerche e frequentano seminari. Gli uomini, invece, sono piu’ disinvolti, impulsivi, e rischiano piu’ a cuor leggero.

”Le signore sono piu’ lente nel fare mosse finanziarie”, conferma Barbara Steinmetz, presidente della casa d’investimento californiana Steinmetz Financial Planning, ”ma quando decidono, rimangono molto piu’ coinvolte”. A riprova di queste asserzioni, il recente studio ”Boys will be Boys: Gender, Overconfidence and Common Stock Investment” di Brad Barber e Terrance Odean, ha evidenziato che il portafoglio titoli delle donne vede un ricambio annuo del 53% contro il 77% dei portafogli maschili e che le donne guadagnano l’1,4% in piu’ della loro controparte sulla base del rischio regolato annualmente.

Si potrebbe commentare che l’atteggiamento cauto non e’ sufficientemente ricompensato nell’attuale mercato, caratterizzato dalla rapidita’, ma Steinmetz e’ sicura che le donne imparino in fretta e che ”persa un’opportunita’, non se ne lasceranno scappare un’altra”.

Se la cautela e’ il ‘modus operandi’, qual e’ l’obiettivo degli investitori donna?

In una recente indagine condotta tra le donne di eta’ compresa tra i 18 e i 54 anni con beni investibili di 100 mila dollari o piu’ (190 milioni di lire circa), Merrill Lynch, che ha raccolto oltre 100 milioni di dollari in nuovi investimenti da parte delle signore, ha scoperto che la ragione che spinge le clienti femminili a investire e’ il raggiungimento dell’indipendenza finanziaria; infatti due terzi delle intervistate mantiene il portafoglio di investimenti separato da quello del compagno.

PaineWebber aggiunge un altro dato interessante: grazie ad un incremento nel numero delle donne in alte posizioni e conseguentemente l’aumento di sostanziali salari e stock option, ben il 46% degli investitori attuali sono donne, un enorme passo avanti rispetto al passato. Che il prossimo passo sia verso un approccio piu’ aggressivo?

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