Draghi: Italia, le politiche del governo ostacolano la crescita

31 maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’Italia “ha recuperato solo 2 dei 7 punti di Pil persi drante il periodo della crisi”. E’ quanto è emerso dal discorso di Mario Draghi, che oggi ha presentato per l’ultima volta la relazione annuale di di Bankitalia, prima di occupare la poltrona di numero uno della Bce.

Draghi ha ribadito che “il ritmo della crescita italiana è lento”, che il paese “perde in competitività”, che le “dinamiche retributive sono modeste” e che l’Italia “rimane indietro nella dotazione delle infrastrutture”. In altre parole, “il sistema non si adatta alle nuove tecnologie, alle globalizzazione, e il sistema produttivo, è più frammentato e statico rispetto agli altri, con politiche pubbliche che non incoraggiano e anzi spesso ostacolano la crescita economica”.

Sul fronte del risanamento del debito pubblico italiano: “Per ridurre la spesa non è consigliabile procedere a tagli uniformi in tutte le voci, in quanto questi alla fine inciderebbero sull’economia sottraendo 2 punti percentuali in tre anni. E’ necessario ridurre le aliquote su redditi dei lavoratori e imprese, compesando il minor gettito con recuperi nell’evasione fiscale”. Di fatto, “è necessaria una manovra tempestiva e credibile”.

Draghi ha affrontato però molti altri temi, riassunti in 19 pagine della sua relazione. Innanzitutto, il discorso di Draghi è iniziato con le parole: “A inizio mandato chiesi un cambiamento: la banca mi ha risposto”, aggiungendo che “la rete di Bankitalia oggi è efficiente”. Ancora, “il merito e l’indipendenza sono stati i principi del mio mandato”.

Parlando di economia globale, Draghi ha sottolineato che “il lascito della crisi è pesante, e che la ripresa rimane troppo debole per assorbire i disoccupati (riferimento alle economie avanzate), mentre nei paesi emergenti abbiamo i primi segnali di inflazione”. A tal proposito, il numero uno di Bankitalia ha ribadito che “le politiche monetarie devono iniziare il percorso di rientro”.

Nell’area euro “la crisi del debito sovrano ha il potenziale per provocare effetti sistemici. Occorre dunque riportare sotto controllo i bilanci pubblici”.

Sul fronte della finanza, Draghi ha affermato che “la riforma della finanza non è ancora completata e che essa rimane una priorità”. Anche, “occorre ridurre l’azzardo morale delle istituzioni finanziarie – ha sottolineato il governatore, che ha confermato di opporsi alla equazione “Too big too fail” ovvero a quell’assunto secondo cui le banche troppo grandi non potrebbero fallire. “Questi istituti – ha precisato – devono invece poter fallire”. In ogni caso “è necessario aumentare la vigilanza sui mercati”.

Ancora sull’Europa. “”In area euro nel 2011 deficit bilancio è stimato al 4,5% del Pil, (inferiore ai valori di altre economie sviluppate come Stati Uniti); la rirpresa economica europea si sta consolidando e il Pil nel 2011 è visto intorno al 2%”. Ma in questo momento “l’Eurozona è di fronte alla prova più difficile dalla sua creazione”, inoltre “la sorveglianza europea si è dimostrata carente”.

Il punto è che “la risposta alla crisi sta nelle politiche nazionali”, e la “strada del risanamento è percorribile”: in ogni caso, “alcuni passi per superare la fragilità dell’Unione europea sono stati già intrapresi”.

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