Dove sta andando tutto l’oro svizzero

27 gennaio 2017, di Alberto Battaglia

Le esportazioni di oro dalla Svizzera dirette verso la Cina hanno raggiunto i livelli massimi di sempre nel mese di dicembre a 158 tonnellate, lo rivelano i dati diffusi dallo Swiss customs bureau, attestandosi a livelli tripli rispetto a quelli di un anno fa. Un grande balzo è avvenuto, in particolare, proprio nell’ultimo mese del 2016, segnando un incremento del 416% dalle 30,6 tonnellate esportate in novembre. Le esportazioni complessive dalla Svizzera si sono attestate, sempre a dicembre, a 287,6 tonnellate per un valore di circa 10,8 miliardi di franchi (10,11 miliardi di euro), in aumento dalle 191,4 tonnellate del mese precedente. I principali importatori di oro svizzero sono, nell’ordine, Cina, Russia, Turchia e India. Com’è possibile osservare dal crescente spazio rosso nel grafico in basso, le riserve di oro in Cina tendono a crescere con ritmo molto più sostenuto rispetto a quello degli altri tre Paesi.

 


Secondo quanto afferma GoldCore, un gold broker internazionale, commentando questi dati, la crescente domanda cinese riflette le continue preoccupazioni per la svalutazione dello yuan; a questo bisogna aggiungere le incertezze legate alla presidenza Trump negli Usa. The Donald, infatti, più volte minacciato una nuova linea dura sul commercio con Pechino che potrebbe avere come esito la riduzione delle esportazioni cinesi negli Usa, con conseguenti contraccolpi per lo yuan.

 

Da notare, in conclusione della panoramica sui dati, che aumentano anche le importazioni di oro nella stessa Svizzera, probabilmente segno della domanda degli investitori che puntano a metterlo nel “porto sicuro” in mezzo alle Alpi, oltre a quella finalizzata alla raffinazione del metallo.

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