Dopo Charlottesville, “Se Cohn lascia, i mercati crolleranno”

17 agosto 2017, di Alberto Battaglia

Le continue voci di defezioni dalla squadra di consiglieri  di Donald Trump, reo di una parziale retromarcia sulla propria condanna dei fatti di Charlottesville (Virginia), sono arrivate a interessare uno degli uomini più importanti di cui Trump dispone per le relazioni con l’universo finanziario: il presidente del Consiglio economico Gary Cohn.

Se dovesse fare un passo indietro, penso colpirebbe duramente i mercati”, ha commentato a Cnbc il professore di management Jeffrey Sonnenfeld (Yale school of management), “non voglio fare allarmismi, ma c’è molta fiducia sul fatto che aiuterà la realizzazione della riforma fiscale che la gente sta cercando”. Cohn, di religione ebrea, potrebbe essere particolarmente sensibile all’insufficiente presa di distanze di Trump nei confronti dei manifestanti neo nazisti e suprematisti bianchi che si sono resi protagonisti di scontri violenti con un gruppo di loro contestatori, provocando un morto.

Il presidente Trump, nel commentare l’accaduto ha ritenuto che le parti responsabili fossero entrambe, ovvero tanto dei militanti dell’estrema destra quanto quelli che hanno cercato di bloccare la loro manifestazione. In risposta, numerosi membri dei vari consigli di consulenza hanno minacciato di andarsene in segno di protesta.

La posta in gioco, per Cohn, ex Goldman Sachs, sarebbe quella di rimanere al fianco di un presidente dalle posizioni moralmente discutibili: un fatto in grado di minare la sua reputazione, ha fatto sapere David Shulkin, segretario Usa per gli Affari dei veterani citandola come la sua maggiore preoccupazione. Il nome di Cohn è stato evocato anche da Steve Bannon in una recente intervista nella quale il fondatore di Breitbart e strategist di Trump l’ha definito come uno dei maggiori oppositori interni a una linea più dura nel commercio americano con la Cina.

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