DOLLARO, ANCHE GLI ARABI GIOCANO AL RIBASSO

19 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
In area Euro in settimana attesi i dati preliminari sui Pmi manifatturiero e servizi di novembre e la lettura finale del Pil tedesco del terzo trimestre. Negli Usa in settimana il focus è soprattutto sulle minute del Fomc di ottobre e su alcuni dati sul settore immobiliare. La settimana sarà corta in vista della festività del prossimo giovedì.

Tassi di Interesse: in area Euro la settimana si è conclusa con un calo dei tassi che ha interessato soprattutto la parte a breve termine della curva con il rendimento del due anni che ha registrato i minimi dal 5 marzo. Lo spread sul 2-10 anni è salito a 30 pb. A guidare il calo sono stati i timori che la crisi legata ai mutui subprime possa continuare. Oggi non sono attesi dati di rilievo con l’attenzione che sarà rivolta alle notizie sul fronte societario. Sul due anni il supporto passa per 3,71%, mentre sul decennale a 4,09%. In Usa la settimana si è conclusa con un lieve rialzo dei tassi rispetto a giovedì che ha interessato soprattutto la parte a breve della curva dopo che i membri della Fed Poole e Kroszner hanno alimentato dubbi su un ulteriore taglio dei tassi attesi come atteso dal mercato.

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Relativamente all’attuale crisi creditizia Poole si è mostrato ottimista, al contrario Paulson ha dichiarato che il peggio della crisi si deve ancora vedere. Il ministro del tesoro ha inoltre ribadito la politica del dollaro forte. Ad ottobre la produzione industriale è scesa, risentendo in modo particolare del calo del settore utility e manifatturiero. Nel frattempo il Financial Times sottolinea come stia crescendo il supporto a favore della partenza del superfondo da 75Mld$ finalizzato ad evitare vendite brutali di asset da parte dei veicoli finanziari. Il valore dei cds del comparto finanziario continua ad allargarsi, raggiungendo quello degli industriali. A testimonianza di ciò la recente emissione di Citigroup sul comparto decennale con uno spread di circa il 2% superiore ai Treasury. Nel breve supporto rilevante al 4,15% sul comparto decennale.

Valute: Dollaro ancora in trading range (1,4580/1,47) verso Euro. Un gruppo di sei nazioni arabe ha dichiarato che prenderà in esame la possibilità di cambiare l’attuale parità fissa verso Dollaro, in occasione dell’incontro del Gulf Cooperation Council del 3-4 dicembre. La banca centrale degli Emirati arabi uniti ha inoltre esplicitato l’intenzione di spostare verso Euro circa il 10% delle proprie riserve che a marzo erano stimate in circa 35Mld$. Nel breve continuiamo ad attenderci un andamento laterale del biglietto verde. Prosegue l’apprezzamento dello Yen favorito dalle turbolenze sui mercati azionari. Secondo il report del Cftc al 13 novembre gli speculatori avevano posizioni combinate nette lunghe su livelli assoluti non elevati, ma comunque prossime ai massimi dal giugno 2006. Per le prossime settimane è lecito aspettarsi il proseguimento della correlazione inversa tra Yen e listini azionari (Yen in apprezzamento unito a cali dei listini azionari o viceversa). Verso Dollaro l’area di supporto si colloca tra 108,77 e 109,13, con la parte inferiore di tale range che costituisce il livello più basso da fine giugno 2005.

Materie Prime: il greggio Wti è tornato sui 95$/b sulla speculazione che l’Opec abbia perso il controllo sui prezzi e non sia in grado di ridurre il prezzo aumentando la produzione, come dichiarato dal ministro del petrolio venezuelano. Nel frattempo durante il summit dell’Opec del week end è stato annunciato che un’eventuale decisione sull’aumento della produzione sarà presa nella riunione del 5 dicembre pv. Tra i metalli industriali rimbalzo per il rame (+1,5%) dopo il recente marcato ribasso avvenuto nell’ultimo mese a causa dell’aumento delle scorte globali. L’International Copper Study Group ha annunciato che nei primi 8 mesi c’è stato un deficit di 258.000 tonnellate. Tra i preziosi intorno alla parità l’oro, distante poco meno del 7% dai massimi di 10 giorni fa. Tra gli agricoli forte ribasso del grano (-2,1%) sulla speculazione che gli agricoltori nel mondo aumenteranno i terreni destinati a tale tipo di coltura.

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