Di Maio, 8 ore di lavoro per avere reddito di cittadinanza

22 giugno 2018, di Alberto Battaglia

Dopo aver ristretto il campo dei possibili beneficiari del reddito di cittadinanza, il M5s sta mettendo in chiaro che l’assegno non autorizzerebbe a restare inattivi. Al contrario, bisognerebbe mettersi a disposizione del proprio Comune per otto ore alla settimana: lo ha detto il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, nel corso del congresso del sindacato Uil.

 

Il reddito di cittadinanza “non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro perché il tuo settore è finito o si è trasformato –  Ti è richiesto un percorso per riqualificarti e essere reinserito in nuovi settori. Ma siccome hai dei figli mentre ti formi e lo Stato investe su di te, ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità”. Questo strumento “può muovere tante obiezioni, ma ci credo molto e possiamo farlo insieme, non arretreremo e ci metteremo insieme come forze politiche e parti sociali per realizzarlo senza che ci siano degli abusi”.

 

Insomma, le politiche attive del lavoro si accompagnerebbero anche a un sostegno di reddito, anche se non è ancora chiaro per quanto tempo si potrebbe usufruire questo sussidio. “La vera grande questione è la riconversione di chi oggi ha bisogno di esser riqualificato e reinserito lavorativamente”, ha aggiunto Di Maio in qualche modo allontanando le accuse di assistenzialismo mosse contro il reddito di cittadinanza, una sfida cge “passa per i centri per l’impiego ma anche per il reddito”.

E sui dossier più spinosi sul fronte del lavoro c’è anche quello dell’Ilva, direttamente sulle spalle del ministro dello Sviluppo Economico: “E’ una delle questioni più importanti che abbiamo sul tavolo”, ha detto Di Maio, “e mi si chiede di risolvere in 15 giorni un problema che è stato trascurato per 6 anni: ce la metterò tutta. Ci sono due interessi da tutelare: quello dei lavoratori e quello dei cittadini che vivono lì e hanno il diritto di respirare aria pulita”.

 

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