Def: domani si vota, ok Ue alla manovra bis

10 aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Corsa contro il tempo per chiudere entro domani, 11 aprile 2017, il pacchetto di misure cui il governo Gentiloni è in trattativa con l’Unione europea e su cui si gioca gran parte delle scelte future.

Il pacchetto in oggetto riguarda il DEF, Documento di Economia e Finanza, la manovra bis, quella da 3,4 miliardi di euro che servirà a correggere i conti pubblici e il decreto enti locali. Domani sarà la volta del DEF che dovrà ricevere l’ok da parte del Consiglio dei ministri, tra l’altro in ritardo rispetto ai tempi istituzionali (il 10 aprile). Poi sarà la volta della manovra bis anche se non si esclude un allungamento dei tempi per permetterebbe al ministero delle Finanze e a Palazzo Chigi di discutere ancora sulle misure che potrebbero entrarvi. In merito proprio a tali misure, nei due giorni a Malta il ministro Pier Carlo Padoan ha ricevuto l’ok dell’Ue alla possibilità di estendere il meccanismo dello split payment, la misura anti evasione che regola il pagamento Iva da parte delle pubbliche amministrazioni.

In particolare il commissario Ue Pierre Moscovici ha parlato di misure in linea con le raccomandazioni europee. Ma ovviamente dal canto suo Padoan ha dovuto rassicurare che con la manovra d’autunno il governo non uscirà dalla strada tracciata per l’aggiustamento di conti.

Per quanto riguarda il Def invece dovrà fare chiarezza in merito al capitolo privatizzazioni dopo che il ministro Padoan non ha smentito i rumor sulla cessione delle quote di alcune società pubbliche come Eni, Enel e Poste Italiane alla Cassa depositi e prestiti in modo tale che possano uscire dal bilancio statale.

“Il governo sta studiando altre misure di gestione del patrimonio pubblico che permettano di raggiungere gli obiettivi molteplici delle privatizzazioni”.

Queste le parole di Padoan che fanno intendere che i rumor sono fondati. Nel Documento di economia e Finanza comunque dovrà includere la correzione del deficit allo 0,2% del Pil chiesta da Bruxelles ricalcolando anche il rapporto debito/prodotto, debito che inizierà a calare solo dal prossimo ano, come ha indicato il viceministro Enrico Morando arrivando così al tanto atteso pareggio di bilancio nel 2019.

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