Decreto Popolari: Consob indaga su speculazioni sospette

26 gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Consob ha acceso un faro su una serie di presunte speculazioni di mercato, che a Londra avrebbero anticipato il balzo delle Popolari in Borsa successivo alla riforma degli asset societari varata dall’esecutivo italiano.

Ci sarebbero stati movimenti sospetti nei mercati finanziari rilevanti nelle azioni delle Banche popolari nelle ore precedenti alle prime indiscrezioni sul decreto di emergenza del governo.

A rivelarlo sono gli organi stampa. Il Fatto Quotidiano osserva come sarebbero guai seri per l’amministrazione Renzi nel caso in cui nel caso tra i vari investitori internazionali attivi sul mercato inglese venisse individuato il fondo Algebris di Davide Serra, “amico, foraggiatore nonché guru finanziario del premier”.

Come se non bastasse, non può passare inosservato il fatto che “la banca che ha maggiormente beneficiato dello strascico anglosassone, con un rialzo del 66% in Borsa, altri non è che la Popolare dell’Etruria e del Lazio, di cui vicepresidente è Pier Luigi Boschi”. Si tratta del padre di Maria Elena, ministro delle Riforme e direttore generale della fondazione Open, che negli ultimi anni ha ricevuto 150 mila euro proprio da Serra.

Secondo le ricostruzioni del Corriere della Sera “sulla base di convergenti fonti di mercato, che alcuni soggetti con base a Londra avrebbero creato posizioni anche rilevanti in azioni delle banche popolari nei giorni e nelle ore precedenti le prime circostanziate indiscrezioni (quindi prima delle 17.30 di venerdì 16 gennaio) sul decreto di riforma che abolisce il voto capitario nelle Popolari, ossia il principio di «una testa un voto» per cui tutti i soci sono uguali a prescindere dalle azioni possedute. Considerando l’effetto dirompente che la notizia ha avuto sul mercato a partire da lunedì 19 gennaio, con rialzi a due cifre di tutte le banche coinvolte, è evidente quanto siano stati abili gli «accumulatori» di pacchetti”.

“A fine settimana, nonostante le prese di profitto di ieri, il Banco Popolare, per esempio, registra un balzo del 21%, Ubi del 15%, la Popolare Emilia del 24% e Banca Popolare di Milano del 21%. E non sono titoli sottili che si muovono con un paio di ordini fuori prezzo. Ma lo scatto più spettacolare è quello della Popolare Etruria e Lazio di cui è vicepresidente Pier Luigi Boschi, il padre del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: +66%”.

È plausibile dunque, scrive sempre il giornale milanese, “che quelle posizioni «londinesi» siano state prontamente smontate con i titoli scaricati sul mercato approfittando da una parte dei rialzi e dall’altra degli enormi volumi di scambio che garantiscono maggior copertura”.

(DaC)

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