Debito pubblico Usa, superati i 20 mila miliardi

12 settembre 2017, di Livia Liberatore

Il governo degli Usa per la prima volta nella storia ha superato i 20 trilioni di dollari, cioè 20 mila miliardi, di debito in circolazione. Di questi 14.622 miliardi sono detenuti dal pubblico mentre 5.539 miliardi sono nelle mani di varie parti del governo, note come Intragovernmental Holdings. L’ammontare del debito è rimasto invariato da marzo per via del tetto – o limite statutario – al debito, che stabilisce l’ammontare che il Tesoro è autorizzato a detenere in una volta.

La soglia è stata ripristinata a marzo e il Tesoro ha utilizzato le “misure straordinarie” per mantenere il debito ad un ammontare di circa 19,84 miliardi di dollari. Lo scorso venerdì il presidente Usa Donald Trump ha firmato una legge che, fra le altre cose, ha sospeso il tetto al debito fino all’8 dicembre. Fino a questa data quindi il Tesoro può prendere in prestito liberamente. Dopo l’8 dicembre si dovrà di nuovo ricorrere alle misure straordinarie, a meno che non venga approvata una nuova legislazione.

Una “continuing resolution” nello stesso periodo garantirà anche un’estensione ai livelli attuali dei fondi per l’amministrazione. L’idea del rinvio di tre mesi è stata pensata dai democratici e accolta dal presidente Trump, nonostante le resistenze da parte di alcuni repubblicani. Questi chiedevano un prolungamento per almeno 18 mesi, in modo da coprire le elezioni di metà mandato (quelle di mid-term in cui si decidono i nuovi eletti al Congresso) dell’anno prossimo.

Sui mercati finanziari c’era molta attesa per l’accordo. Se non fosse stato raggiunto, sarebbero aumentati i timori per il rischio di default a dicembre e di una parziale paralisi del governo in assenza di intese sulla questione dell’indebitamento del Tesoro. A spingere verso l’accordo, l’emergenza sugli aiuti federali in risposta all’uragano Harvey.

 

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