Debito pubblico italiano si gonfia ancora

13 gennaio 2017, di Daniele Chicca

Il debito pubblico italiano è aumentato di altri 5,6 miliardi in un mese, attestandosi a quota 2.229,4 miliardi in novembre. L’incremento, confermato dai dati del Supplemento finanza pubblica, fabbisogno e debito di Bankitalia, è stato alimentato dal fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (7,1 miliardi), parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 1,6 miliardi, a 46,1; erano pari a 74,4 miliardi alla fine di novembre del 2015).

L’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’missione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazionee e della variazione del cambio dell’euro, si legge nel comunicato, ha marginalmente aumentato il debito pubblico (0,1 miliardi).

La somma detenuta all’estero (ossia dei soggetti non residenti) è risultata pari a 737,8 miliardi, con un incremento di due miliardi su base mensile per la fetta di titoli pubblici in mano straniera: 689,9 miliardi di euro sono infatti rappresentati da titoli pubblici.

La notizia positiva è invece quella riguardante la vita residua del debito, che si è allungata di tre mesi nei primi 11 mesi del 2016. Nel periodo gennaio-novembre, la strategia del Tesoro, finalizzata ad estendere la vita media del debito pubblico ha funzionato. A gennaio 2016 infatti la vita media del debito nazionale era pari a 7 anni, mentre 11 mesi dopo, a novembre, è risultata pari a 7,3 anni.

Quanto al capitolo fiscale, le entrate tributarie sono state pari a 368,4 miliardi, in crescita del 4,3% rispetto all’analogo periodo del 2015. Al netto di alcune disomogeneità contabili e temporali (riguardanti principalmente l’Iva, le ritenute Irpef e l’imposta di bollo virtuale), Bankitalia stima che “la dinamica sia stata più contenuta. A novembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,8 miliardi, a fronte dei 34,6 miliardi registrati l’anno prima.

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