Dbrs: “politiche fiscali inverosimili” nel contratto di governo

18 maggio 2018, di Mariangela Tessa

Mentre la paura di un dowgrade sul rating del debito sovrano italiano alimenta forti timori in seno alla Bce, gli analisti dell‘agenzia di rating Dbrs non hanno esitato a definire “deludenti” gli sviluppi politici degli ultimi giorni.

Sotto i riflettori degli analisti, la bozza di contratto di governo tra Lega e M5s che ha fatto riemergere controversie con la zona euro che sembravano messe da parte.

È quanto ha detto il co-resposabile globale rating sovrani di Dbrs Nichola James alla Reuters, che ha sottolineato comunque il fatto positivo che l’ultima bozza del contratto non metta più in discussione l’appartenenza dell’Italia alla zona euro e non contenga più la proposta di cancellazione del debito pubblico del paese presente nel bilancio dell’Eurosistema.

“Riguardo le nuove politiche fiscali, è inverosimile che possano essere autofinanziate e quindi potrebbero mettere a rischio la prosecuzione della riduzione del rapporto debito/Pil alla base dell’attuale rating” ha spiegato James all’agenzia stampa. “Deviazioni fiscali avverse sono negative per il merito di credito, mentre ogni stimolo alla crescita può risultare di breve durata, sebbene riconosciamo che le passate riforme strutturali stiano generando frutti”.

Ricordiamo che Dbrs ha attualmente una valutazione BBB (high) sull’Italia, con trend stabile. Il prossimo pronunciamento dell’agenzia sul rating sovrano dell’Italia è previsto per il 13 luglio. In quell’occasione, l’agenzia terrà conto di tutti gli sviluppi sul fronte della gestione dei conti pubblici.

 

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