Da Fininvest ricorso a Corte Giustizia Ue contro la Bce

13 gennaio 2017, di Mariangela Tessa

Berlusconi contro la Banca centrale europea. Come annunciato a fine ottobre, Fininvest ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Banca centrale europea sulla sua partecipazione “qualificata” in Banca Mediolanum. Lo ha confermato l’avvocato di Fininvest Nicolò Ghedini che, come riporta l’agenzia Reuters, ha specificato:

“E’ il solito problema, quello del 9,9% di Mediolanum. Abbiamo già avuto ragione dal Consiglio di Stato. Poi la Banca d’Italia ha insistito facendo riferimento a Bce. E quindi ora presentiamo lo stesso ricorso alla Corte Giustizia Ue sulla Bce”.

Il contenuto del ricorso non e’ ancora stato pubblicato dalla Corte di Giustizia Ue, ma lo sara’ non appena apparira’ sulla Gazzetta ufficiale, cioe’ entro qualche settimana.

Il caso era stato sollevato da Banca d’Italia tre anni fa dopo che Silvio Berlusconi, a causa della condanna in via definitiva per frode fiscale sui diritti tv Mediaset, aveva perso i requisiti di onorabilita’ necessari per essere azionista di rilievo (cioe’ con almeno il 10%) in un istituto finanziario o bancario. Nell’ottobre del 2014, come ricorda Reuters,

“la Banca d’Italia, d’intesa con Ivass, aveva imposto a Fininvest la cessione della quota eccedente il 9,9% di Mediolanum in seguito al recepimento delle norme europee sui conglomerati finanziari e alla perdita dei requisiti di onorabilità dell’ex premier, condannato in via definitiva per frode fiscale. Silvio Berlusconi aveva fatto ricorso contro il provvedimento e il Consiglio di Stato lo aveva accolto. A seguito di un nuovo procedimento amministrativo istruito da Banca d’Italia, la Bce a fine ottobre si è opposta alla detenzione di una “partecipazione qualificata” di Fininvest in Banca Mediolanum”.

Fininvest aveva quindi già reso noto che avrebbe impugnato la decisione in tutte le sedi giurisdizionali competenti – compresa la Corte di Giustizia Ue – e che avrebbe presentato due ricorsi nei confronti di Banca d’Italia che aveva istruito il procedimento amministrativo con profili giuridici ritenuti da Fininvest “del tutto infondati”.

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