Crisi Golfo, Qatar contro l’embargo: “Abbiamo $340 miliardi di riserve”

10 luglio 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Il boicottaggio deciso da Arabia saudita, Emirati arabi, Egitto e Baherein non impaurisce il Qatar che vanta ben 340 miliardi di dollari di riserve.

A dare la cifra è il governatore centrale, lo sceicco Abdullah Saud al Thani, il quale ha reso noto che solo l’istituto centrale ha in cassaforte 40 miliardi di dollari, oltre all’oro. In tal modo, come afferma lo sceicco, l’economia del paese sarà in grado di sopportare completamente gli shock finanziari causati dalla crisi del Golfo.

Tale crisi è sorta dopo che il 23 giugno scorso i 4 paesi hanno deciso di interrompere qualsiasi legame con il Qatar accusato di finanziare gruppi terroristici. Da qui l’ultimatum imposto di accettare le richieste per una pace, tra cui la chiusura di al Jazeera, della base militare di Doha e la riduzione dei rapporti con l’Iran. Un secco no che potrebbe costare caro a Doha su cui pesa la minaccia di nuove sanzioni.

“Dal canto suo il Qatar ha rifiutato di accettare le richieste  e al tempo stesso invita a fare indagini sui propri conti e sui flussi monetari, respingendo le accuse di sostegno al terrorismo”.

Il Qatar ha un sistema unico. Abbiamo leggi precise contro tutti questi tipi di terroristi (…) Lavoriamo con l’FMI (Fondo Monetario Internazionale) e con altre istituzioni per stabilire le nostre leggi”.

Dopo il boicottaggio imposto, il mercato azionario del paese ha subito fluttuazioni come così la valuta nazionale, il rial. Al tempo stesso le agenzie di rating hanno espresso profonde preoccupazioni per l’economia del paese ma oggi le parole di Al-Thani tentano di calmare gli animi affermando la capacità economica di Doha nell’affrontare qualsiasi crisi.

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