Criptovalute, la SEC mette in guardia gli investitori

5 dicembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Matteo Oddi

In una recente intervista rilasciata al New York Times, il presidente della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) Jay Clayton ha sottolineato che il mercato delle criptovalute non ha lo stesso tipo di salvaguardie dei mercati tradizionali.

“Abbiamo cercato di far capire che, anche se il trading sembra quello che si vede sul Nasdaq o sulla Borsa di New York, questi mercati non hanno lo stesso tipo di garanzie”, ha detto Clayton.

E solo la scorsa settimana lo stesso Clayton aveva dichiarato alla CNBC di non pensare che nessun ETF sul bitcoin verrà approvato se prima non verrà risolto il problema della manipolazione del mercato spot e che l’ideologia della blockchain come sistema senza terze parti contrasta fortemente con le norme di regolamentazione esistenti.

La comunità crypto deve allarmarsi? C’è chi dice di no.

“Si tratta di dichiarazioni che hanno fondamentalmente lo scopo di ridimensionare l’hype che si sta ricreando attorno al bitcoin, grazie ai nuovi contratti futures di Bakkt e sul Nasdaq attesi per il primo trimestre 2019”, commenta in una mail Anatoliy Kynazev di Exante, facendo riferimento all’incremento delle ricerche su Google sul bitcoin nelle ultime settimane.

Il Capo della SEC ha inoltre aggiunto che la sua organizzazione non considera il bitcoin alla stregua di una security (titolo finanziario), cosa diversa da token emessi durante le ICO, che dovrebbero essere offerti in vendite private oppure essere registrati a norma di legge.

Ma non finisce qui.

Sempre nel mese di novembre la SEC ha intrapreso la sua prima azione esecutiva nei confronti di un exchange di criptovalute (EtherDelta) e ha multato due celebrità, il pugile Floyd Mayweather e il musicista DJ Khaled, che hanno promosso una ICO senza specificare di essere stati pagati per farlo.

Le maglie si stringono anche dalle parti del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America (DHS), che ha annunciato di essere interessato a trovare un modo per tracciare le transazioni di criptovalute come Zcash e Monero, monete virtuali con un forte accento sulla privacy e l’anonimato.

E a quanto pare il tema della regolamentazione del settore è destinato a spostarsi su un piano sovranazionale, data che lo studio di un metodo condiviso per la tassazione delle crypto è tornato di recente alla ribalta in una nota del G20.

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