Crac Carillion: pericolo di effetto domino

17 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Pericoloso effetto domino è quello che potrebbe venirsi a creare con il fallimento della Carillion, colosso inglese delle costruzioni specialista di manutenzioni e di appalti pubblici per costruire strade, ferrovie, prigioni, che impiega 43mila persone nel mondo.

Da tempo in difficoltà finanziaria a causa di perdite su grossi contratti e debiti insostenibili, il colosso inglese ha annunciato la messa in liquidazione immediata minacciando così la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un’emoraggia per l’economia e l’occupazione inglese che potrebbe mietere anche altre vittime innocenti.

Un altro colosso inglese infatti è sull’orlo del fallimento. Si tratta della Interserve, azienda meno nota al pubblico come Carillion, ma con un ruolo significativo nella vita pubblica del Regno Unito.

Oggi la Interserve impiega 80.000 dipendenti in tutto il mondo, di cui 45.000 nel Regno Unito e si occupa della costruzione di uffici e parcheggi e offre servizi di pulizia, catering, sicurezza e manutenzione ad una serie di organizzazioni. La Interserve è anche il più grande fornitore britannico di servizi di libertà vigilata in Inghilterra e Galles e  dopo un profit warning nel mese di ottobre ha avvertito che potrebbe violare le condizioni concordate con i suoi finanziatori.

Ma come Carillion, la Interserve ha continuato a vincere contratti governativi. Nonostante le difficoltà finanziarie verso la fine dell’ anno scorso, infatti la società inglese  ha ottenuto una serie di importanti vittorie, tra cui un’estensione dei servizi di facility management alla BBC per un valore di 140 milioni di sterline e un contratto governativo per la fornitura di servizi simili al Dipartimento per il Lavoro e le pensioni inglesi.

Oggi è sotto l’occhio vigile dei funzionari inglesi che hanno creato un team di esperti con l’obiettivo proprio di monitorare la Interserve in seguito alla preoccupazione sulla sua salute finanziaria. Un assistente governativo, come riporta il Financial Times, ha confermato che Interserve è in corso di “monitoraggio”, ma ha detto che non c’è “nessun confronto” con Carillion.

 

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