Cosa bisogna sapere sui bond emessi da Mps e Banca Carige

20 ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Montepaschi ha lanciato stamane un nuovo covered bond a sei anni ‘lungo’, con scadenza gennaio 2022, con una prima guidance di rendimento in area 85 punti base sopra midswap. E’ quanto riporta Reuters Italia, dopo aver sentito un lead manager dell’operazione.

L’emissione, già preannunciata ieri pomeriggio, è gestita da un pool di banche composto da Mps Capital Services, Jp Morgan, Rbs e UniCredit.

Il rating atteso del bond è A2 per Moody’s, BBB per Fitch e A(high) per Dbrs, che lo rende sottoscrivibile dalla Bce nell’ambito del proprio programma di acquisto asset.

Focus anche su Banca Carige che nella giornata di ieri, a meno di un anno dal fallimento degli stress test della Bce, è tornata sul mercato obbligazionario con un covered bond a cinque anni ‘lungo’. Da segnalare che la banca è indicata da molti come obiettivo di acquisizione nell’ambito delle imminenti operazioni di fusione e acquisizione nel settore bancario.

Banca Carige ha ha collocato un’obbligazione garantita al gennaio 2021, da 500 milioni di euro, raccogliendo ordini esattamente per la cifra emessa.

Il bond inoltre, secondo quanto riportato dai lead manger sentito da Reuters Italia, è stato prezzato a 100 punti base su midswap, senza nessun restringimento della guidance rispetto alla prima indicazione in area 100 pb della mattinata. Il prezzo di reoffer è di 99,418 che, a fronte di una cedola dell’1,25%, porta il rendimento a scadenza all’1,366%.

Uno dei banchieri coinvolti nel collocamento ha riferito a Reuters che una quota dell’emissione è stata sottoscritta da Bankitalia nell’ambito del programma di Qe dell’Eurosistema, mentre nessun titolo è stato acquistato dalle banche collocatrici.

Il rating atteso del bond è Ba1 per Moody’s (con outlook positivo) e BBB- per Fitch (stabile): solo quest’ultimo è ‘investment grade’, il che rendeva il titolo sottoscrivibile dalla Bce ma non da diversi istituzionali. Tale aspetto può essere tra quelli che hanno pesato sulla domanda in fase di sottoscrizione.

“Gli asset sottostanti sono buoni, ma ovviamente ci sono i problemi dell’emittente e gli investitori devono valutare cosa è più importante per loro, la qualità del sottostante o il rischio di volatilità”, ha spiegato un banchiere a Reuters. (ACA)

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