Corte dei Conti contro la Ue: “Vincoli rendono fragile la ripresa italiana”

14 febbraio 2017, di Mariangela Tessa

I vincoli dell’Ue rendono “fragile” la ripresa economica italiana. E’ quanto ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci di Scarfizzi all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

L’inflazione inizia a far registrare decimali con il segno positivo e cominciano a venire in evidenza i primi risultati sul fronte della cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali” ha detto Martucci, sottolineando cosí un principio di inversione di tendenza nella valutazione generale dei conti in Italia.

Pur di fronte ai primi segnali di ripresa dei consumi interni , ha aggiunto, si deve considerare la fragilità della ripresa del nostro paese: “Deve tenersi conto della ancora fragile ripresa dell’attività produttiva nazionale, soprattutto in relazione ai vincoli di finanza pubblica che derivano all’Italia dall’appartenenza all Unione europea e dalla moneta unica “.

Il numero uno della Corte dei Conti ha sottolineato quindi la necessità di “guardare al prossimo triennio con particolare attenzione e cautela, tenuto conto anche del probabile riorientamento della politica monetaria della Bce“, a causa per l’appunto dell’aumento delle pressioni inflazionistiche

Altro punto dolente “il rischio di dispersione dei finanziamenti” europei. “L’utilizzo dei fondi strutturali per il settennio 2007-2013 (la cui contabilizzazione dei pagamenti si è chiusa al 31 dicembre 2016) ha registrato una percentuale di questi ultimi di poco superiore all’80%”. Parole che hanno suscitato immediate reazioni da parte del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti secondo cui “È del tutto infondato l’allarme lanciato dal presidente della Corte dei Conti su un presunto rischio di dispersione dei fondi Ue”.

Per De Vincenti le affermazioni di Martucci si basano su “dati vecchi” Fari accesi infine sullo stato della corruzione in Italia con la denuncia del procuratore generale della Corte dei conti, Claudio Gualtieri,  che – ha detto – “si manifesta in maniera particolarmente consistente negli appalti pubblici ma bisogna distinguere quella legata alla criminalità organizzata da quella, invece, diffusa, costituita da singoli comportamenti, legati a singole persone”.

 

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