Corea del Sud vieta il Bitcoin ma poi ritratta: il danno sarebbe enorme

12 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

SEUL (WSI) – Una vera e propria tempesta è quella che ha causato la Corea del Sud sul mercato delle criptovalute. Il governo di Seul ieri infatti aveva annunciato un prossimo divieto di utilizzare piattaforme di monete digitali.

“Se la bolla scoppiasse, avrebbe un effetto devastante. Il Ministero sta preparando una legge per vietare in modo efficace tutte le transazioni in valuta virtuale nelle sale di negoziazione”.

Così parlando ai giornalisti il ministro della Giustizia sudcoreano, Park Sang-Ki. Un’annuncio che è stato come un fulmine a ciel sereno per la criptovaluta più famosa al mondo che è arrivata a cedere oltre il 20%, in calo di oltre mille dollari a quota 13 mila. Ma sorpresa delle sorprese, Seul ha ritrattato tutto.

“La questione della chiusura degli scambi detta ieri dal ministro della Giustizia, è una proposta del ministero della Giustizia e richiede consultazioni tra i ministeri. La decisione non è stata finalizzata”.

Così ha precisato in serata un portavoce presidenziale Yoon Young-Chan, rivelando che il governo adotterà un atteggiamento più morbido visto che le misure che adotterà potrebbero essere uno shock sul mercato e un problema che può causare enormi danni sociali ed economici. Il commercio sudcoreano di bitcoin rappresenta infatti circa il 20% del commercio mondiale della valuta, e vale in proporzione circa 10 volte il peso della Corea del Sud nell’economia globale. All’annuncio del divieto gli investitori hanno inviato migliaia di mail al governo con petizioni per fermare il bando e da qui è arrivata la marcia indietro che, come scrive Zerohedge, può essere tradotto approssimativamente come “non abbiamo idea dell’ impatto che produce vietare questa roba e il danno alla ricchezza della nazione potrebbe verificarsi se lo facciamo….”.

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