Conti pubblici migliorano, ma per Ue mancano 3 miliardi e mezzo

9 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo mesi di tempesta, inizia a vedersi il sereno sui conti pubblici italiani. E questa volta non lo dice il ministero dell’economia, bensì Bruxelles che oggi con tutta probabilità alzerà le stime di crescita del nostro paese. Calerà il debito l’anno prossimo, “principalmente grazie a una crescita nominale più forte”, dice Bruxelles, mentre aumenta leggermente nel 2017 per via del sostegno pubblico al settore bancario.

Secondo quanto risulta a La Stampa, la Commissione Ue nelle sue previsioni economiche autunnali che verranno rese note il 22 del mese stima un rialzo del Pil al +1,5% nel 2017, che però dovrebbe calare all’1,3% nel 2018 e al’’1% nell’anno successivo. Insomma a conti fatti gli stessi numeri che il ministro Padoan aveva indicato nella bozza della manovra di bilancio inviata alla Commissione.

In Eurozona le previsioni della Commissione sono invece per un’espansione delle attività del 2,2% quest’anno, una percentuale rivista in meglio rispetto all’1,7% precedentemente riportato, e del 2,1% nel 2018 e 1,9% l’anno successivo. Se sui numeri riguardanti la crescita economica dell’Italia Bruxelles e Roma concordano, su altri invece non sono sulla stessa linea. Parliamo del deficit strutturale, da cui dipende tutta la legge di bilancio che dovrebbe essere approvata nel giro di pochi mesi.

Secondo Bruxelles la terza economia dell’area euro è in ritardo e mancherebbero all’appello 3 miliardi e mezzo di euro: se le cose stessero così si rischia una deviazione significativa. Nella bozza della manovra inviata a Bruxelles il Tesoro fissa il deficit strutturale all’1,3% nel 2017 e all’1% nel 2018 ma secondo i calcoli fatti nelle scorse settimane dai tecnici della Commissione, il miglioramento del saldo strutturale è minore.

Padoan dovrà così tentare di trovare un compromesso con l’Ue. Ma in estate lo aveva fatto riuscendo a strappare a Bruxelles un maxi-sconto di cinque miliardi.

Le uniche consolazioni arrivano dalla crescita che balza all’1,5% nel 2017 anche se le previsioni per i prossimi anni sono un po’ meno ottimistiche del governo. Nonostante il balzo avanti della crescita, il nostro Paese resta l’ultimo della classifica all’1,5%, alle spalle anche di Grecia e Francia (all’1,6%). Ottimismo è espresso invece sul  debito pubblico, che Bruxelles vede in discesa al 132,1% per l’anno in corso, 130,8% per il prossimo e 130% nel 2019.

Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha voluto rassicurare l’Italia, precisando che “non ci saranno conseguenze procedurali” a seguito delle previsioni sulla dinamica del deficit strutturale appena pubblicate dall’Ue (che mostrano una qualche deviazione). “Stiamo continuando il nostro dialogo con le autorità italiane sulle tecnicalità”.

 

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