Constancio (BCE): “preoccupato da caro euro non da elezioni italiane”

17 gennaio 2018, di Mariangela Tessa

Il caro euro preoccupa la Bce. Soprattutto in un contesto in cui tale rafforzamento non riflette i fondamentali dell’economia. A dirlo è il vicepresidente dell’istituto di Francoforte, Vitor Constancio, che in un’intervista a la Repubblica ha spiegato che

“la mia preoccupazione riguarda i movimenti improvvisi che non riflettono i cambiamenti nei fondamentali”, osserva Constancio, che sottolinea inoltre come la crescita acceleri ma l’inflazione non risponda ancora alle attese.

Da inizio anno, l’euro ha segnato un apprezzamento dell’1,9% contro il dollaro, quotando ai massimi da tre anni, e oggi quota intorno a  $1.2231.

Nessun timore è invece espresso nei confronti dell’appuntamento elettorale italiano:

“Non sta a me commentare i programmi elettorali. Quello che osservo è che i mercati sono molto calmi”, ha detto il banchiere centrale portoghese a proposito dell‘appuntamento elettorale italiano del 4 marzo. “Credo che i mercati si aspettino che, alla fine, il buon senso prevarrà”.

Sul fronte della politica monetaria, l’esponente della Bce conferma che con la decisione di dimezzare gli acquisti mensili di bond

“abbiamo adattato la nostra politica monetaria al nuovo quadro economico… ma questo non vuol dire che la politica monetaria non continuerà ad essere molto accomodante ancora per molto tempo. Non vediamo rischi di inflazione. Non dovremmo soffocare la crescita troppo presto”.

Interpellato sulla fine del Qe, Constancio commenta che

“pochi mesi in più o in meno non fanno molta differenza” ma evidenzia l‘opportunità di “procedere con cautela”.

Infine Constancio affronta il tema delle criptovalute, che definisce “tulipani” per ricordare il famoso crollo della bolla su quei fiori in Olanda nel Seicento.

“Non costituiscono assolutamente una minaccia per le monete tradizionali. Ovvio: i prezzi crescenti hanno portato a una capitalizzazione così alta che se crollano potrebbero avere conseguenze. Ma non sistemiche”.

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