CONSOB, SUPERMULTA AI VERTICI DI BANCA 121

25 giugno 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Non c´era un´adeguata conoscenza dei prodotti finanziari offerti. Non si sono premurati di informare a sufficienza i risparmiatori e hanno consigliato loro operazioni inadeguate al loro livello di conoscenza e di valutazione del rischio. Non hanno eseguito negoziazioni alle migliori condizioni possibili per il cliente.

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Sono pesanti le violazioni accertate dalla Consob nei confronti di una quarantina di amministratori e dirigenti di Banca 121 – ex banca del Salento – che da tre anni fa parte del gruppo Mps. Il caso è quello dei prodotti finanziari My Way e For You, al centro di ricorsi da parte dei consumatori e denuncie alla magistratura.

L´organo di controllo della Borsa ha pubblicato ieri nel suo bollettino quindicinale le motivazioni con cui – al termini di ispezioni e indagini – ha proposto al Tesoro di infliggere una multa che si aggira complessivamente sui 3 milioni di euro suddivisa, a vario titolo, tra quaranta persone. Dall´ex presidente Giovanni Semeraro (117 milioni di euro di multa a suo carico) all´ex direttore generale Vincenzo De Bustis (144mila euro), dai membri dei consigli di amministrazione a cui si riferiscono i fatti fino al collegio sindacale.

La Consob ha accertato che nella distribuzione alla clientela dei due prodotti finanziari i vertici della banca salentina non si sarebbero comportati con «diligenza, correttezza e trasparenza nell´interesse dei clienti e dei mercati». Non solo: non sarebbe stata acquisita «una conoscenza degli strumenti finanziari e dei servizi nonché dei prodotti diversi dai servizi di investimento, propri o di terzi adeguata al tipo di prestazione da fornire». Ci sono altri rilievi ancora più pesanti. Ad esempio: «Non aver effettuato o consigliato operazione se non dopo aver fornito all´investitore informazioni adeguate alla sua natura, sui rischi e sulla implicazione della specifica operazione, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o di disinvestimento».

Mps non rilascia nessun commento ufficiale. Ma fonti vicine alla banca senese ricordano come la decisione della Consob fosse ormai scontata e che i rilievi non sono sulla correttezza dei prodotti offerti ma, semmai, sulla sua commercializzazione. E che già da tempo sono stati aperti con le associazioni dei consumatori tavoli di conciliazione per il risarcimento dei risparmiatori.

Sempre da Siena, ieri il sindaco Maurizio Cenni ha fatto sapere che le nomine di competenza del comune nel cda della Fondazione che controlla il 60% di Mps avverranno soltanto dopo il palio del 2 luglio.

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