Consip e Verdini, Renzi sotto pressione. Primarie saltano?

3 marzo 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Fa sapere di essere tranquillo, di confidare nella giustizia ma all’orizzonte si profila una vera e propria gabbia in cui rischia di rimanere intrappolato. Giorni concitanti questi per Matteo Renzi, l’ex premier che deve risolvere una gatta da pelare in famiglia, l’inchiesta sulla Consip che vede coinvolto il padre Tiziano e che, secondo le ultime carte giudiziarie potrebbe travolgere Renzi stesso.

Alfredo Romeo, l’imprenditore campano arrestato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla Centrale acquisti dello Stato, controllata dal Tesoro, disposto a tutto per aggiudicarsi il lotto 1 degli appalti Consip, sarebbe intervenuto nientedimeno che presso l’ex premier. La rivelazione arriva da Marco Gasparri, dirigente della Consip corrotto da Romeo, in nel corso di un interrogatorio del 16 dicembre scorso parlando del coinvolgimento per l’appalto del livello politico più alto, dietro cui ci sarebbe proprio Matteo Renzi.

Certo è che Renzi ad oggi risulta totalmente estraneo alle indagini, ma la vicenda non passa certo inosservata e non fa bene alla campagna elettorale che sta intraprendendo l’ex premier. La vicenda Consip, ma anche lo scandalo delle tessere Pd in Campania con possibili infiltrazioni camorristiche mettono a dura prova il Partito tanto che, specie gli ex Popolari con Dario Franceschini, avanzano l’idea di rinviare le primarie.

Affrontare in queste condizioni una battaglia intestina sarebbe autolesionismo come confida uno dei big del Partito secondo quanto riporta un articolo de La Stampa. I fedelissimi di Renzi sono’preoccupati che le vicende in questione possano azzoppare la campagna dell’ex segretario. A ciò si aggiunge anche la preoccupazione che il governo Gentiloni non abbia più i numeri per andare avanti.

Dopo la condanna per bancarotta e truffa ai danni dello Stato di Denis Verdini, capofila del gruppo Alla spesso decisivo per le sorti dell’Esecutivo, i numeri della maggioranza cominciano a scricchiolare. Senza dimenticare che a breve si voterà la mozione di sfiducia, proposta dai Cinque Stelle, verso il ministro dello Sport Luca Lotti, ex sottosegretario del governo Renzi e oggi coinvolto proprio nell’inchiesta Consip. Cosa faranno i fuoriusciti del Pd? Per ora non è dato saperlo.

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