Consiglio di Stato: eccesso di discrezionalità dei Comuni sulla tassazione seconde case

17 settembre 2017, di Giovanni Falcone

Consiglio di Stato: eccesso di discrezionalità dei Comuni sulla tassazione seconde case!

 

In Italia, anche per dire cose ovvie, di buon senso, serve l’intervento di un Giudice. Questo degli aumenti ingiustificati della tassazione delle seconde case da parte dei Comuni rappresenta solo l’ennesimo esempio di come si governa questo Paese.

Ogni tanto ho la sensazione che se a prendere questo tipo di decisioni mettessimo una massaia, per esempio una donna che ha allevato con tante difficoltà una famiglia numerosa, oltre a coltivare l’orto o dar da mangiare agli animali, le cose andrebbero decisamente meglio.

In questi casi infatti, dopo aver letto la sentenza dalla quale ho preso spunto, la n. 4223/2017 del massimo Organo di giustizia amministrativa,  partita da un ricorso fatto presso il Comune di Jesolo (VE), mi viene da dire: ma è una cosa ovvia!

Con la citata pronuncia il Consiglio di Stato ha detto che un  Comune non può “determinare le aliquote in libertà, generando irragionevoli o immotivate disparità tra categorie di superfici tassabili potenzialmente omogenee, giustificandole con argomenti estranei a tale specifico contesto. La discrezionalità dell’ente territoriale nell’assumere le determinazioni al riguardo – in particolare, nello stimare in astratto la capacità media di produzione di rifiuti cui la norma fa riferimento per tipologie – ha natura eminentemente tecnica, non politica. Come tale, si deve basare su una stima realistica in ragione della caratteristiche proprie di quel territorio comunale e se del caso della sua vocazione turistica: deve insomma concretamente rispettare, nell’esercizio di siffatta discrezionalità tecnica, il fondamentale e immanente principio di proporzionalità, incluse adeguatezza e necessarieta’. Per modo che non ne risultino incongruenze o disparità medie nell’applicazione di questo particolare prelievo dalla eloquente connotazione di tassa: che la legge evidentemente vuole per categorie corrispondente alla realistica esigenza di approntamento del servizio riferita a quel territorio”.

In attesa della massaia, oggi dobbiamo accontentarci dell’avidità e ingordigia dei nostri amministratori che, lungi dal pensare come migliorare i servizi ai cittadini, trovano sempre il tempo per aumentare la tassazione o addirittura introdurne di nuove.

W la massaia!

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