Conoscenza clientela della banca: false fatturazioni e frode fiscale

19 maggio 2017, di Giovanni Falcone

Quando apprendiamo di inchieste giudiziarie volte a sgominare organizzazioni criminali dedite alle false fatturazioni o ad attività di copertura, grazie alla presenza di banche e professionisti – legali e contabili – significa che l’Adeguata verifica non è stata fatta ovvero, è stata eseguita solo in termini formali, limitandosi alla mera lettura della documentazione esibita dalla clientela (statuto, atto costitutivo etc.).

Più esattamente, come banca o professionista, non ho osservato il rispetto degli adempimenti in materia di antiriciclaggio in termini concreti, limitandomi alla mera lettura delle scartoffie.

Emblematica la vicenda che ha visto il coinvolgimento di un imprenditore conosciuto come il re delle cooperative, risultate tutte cartiere, aventi il compito di emettere i documenti fiscali che, pur senza versare l’Iva all’erario in quanto evasori totali, hanno consentito per anni ad alcuni grandi gruppi imprenditoriali  del settore della grande distribuzione aliementare, la possibilità di detrarsi l’imposta in danno dell’Amministrazione finanziaria totalizzando una frode di oltre trenta milioni di euro.

Di tali false fatturazioni ne hanno beneficiato infatti queste grandi aziende  – Esselunga e Conad – annotando, per come si deduce dalle indagini giudiziarie di cui la stampa nazionale ha parlato recentemente,  tutte emesse dalle Cooperative di servizi operanti nel settore del facchinaggio.

Un grosso contributo nel disegno criminale lo hanno fornito alcuni professionisti e una importante banca che hanno omesso i controlli dovuti in materia di antiriciclaggio ovvero, non hanno eseguito l’Adeguata verifica con la necessaria attenzione.

All’avvio di una relazione, accensione del conto aziendale e deposito dello specimen di firma del rappresentante legale della riferita attività economica, vale per la banca, per il professionista o qualunque altro soggetto obbligato alla c.d. “collaborazione attiva” in materia di antiriciclaggio, deve seguire, con la massima sollecitudine, una verifica di cantiere finalizzata a riscontrare l’esistenza fisica della struttura (sede legale e operativa, personale dipendente, magazzini, beni strumentali etc.).

Alcune avvisaglie circa potenziali o possibili irregolarità possono giungere da alcuni alert quali:

  • Domiciliare la sede legale presso lo studio di un commercialista;
  • Un amministratore troppo giovane o troppo vecchio;
  • Un consiglio di amministrazione ovvero un amministratore unico avulso e/o estraneo al dichiarato esercizio di un’attività economica per esperienza specifica o imprenditoriale;
  • Un fatturato che cresce in misura esponenziale, non giustificato dal contesto economico e imprenditoriale;
  • L’assenza di spese di personale (mancato accantonamento di bilancio di TT.FF.RR.).

Prevenire il rischio di coinvolgimento in attività criminali significa fare esattamente questo.

 

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