Comey (ex direttore Fbi): “Trump agisce come un boss mafioso”

13 aprile 2018, di Mariangela Tessa

“Immorale, prepotente, e non legato in alcun modo alla verità”. Non fa sconti James Comey, ex direttore dell’Fbi, quando parla di Donald Trump nel suo libro che uscirà la prossima settimana e di cui i media americani danno ampie anticipazioni.

Oltre 300 pagine di memorie racchiuse in un libro dal titolo “A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership” in cui l’ex numero uno dell’Fbi si toglie più di un sassolino dalle scarpe, dopo essere stato licenziato in tronco dal presidente americano nel maggio dello scorso anno per non essersi piegato al suo volere: quello di chiudere in fretta le indagini sul Russiagate.

Comey paragona l’atteggiamento di Trump per ottenere lealtà nei suoi confronti a quello di un vero proprio boss mafioso:

“Un boss in completo controllo, circondato da una cerchia di persone che lo assecondano in silenzio, vincolati a un giuramento di fedeltà”.

E continua:

“La sua leadership è guidata esclusivamente dall’ego”, scrive l’ex capo del bureau investigativo, spiegando come fin dal primo incontro che ebbe con l’inquilino della Casa Bianca, alla Trump Tower nel gennaio del 2017, Trump sembrò “ossessionato” dal fatto che Mosca potesse avere in mano materiale ‘a luci rosse’ per ricattarlo.

Materiale che scotta, come incontri con prostitute in un hotel di Mosca nel 2013. In particolare – spiega Comey – Trump gli chiese di indagare sul presunto video in cui il tycoon veniva ripreso nella camera d’albergo dove alcune prostitute urinavano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle

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