Come vanno Borse e bond in un paese senza governo

7 marzo 2018, di Mariangela Tessa

Tra voto popolare e formazione di un governo possono passare anche mesi. In Europa, non mancano esempi di questo tipo negli ultimi anni. In attesa di vedere che cosa succederà in Italia nel corso delle settimane, gli investitori guardano con attenzione al mercato azionario e obbligazionario in cerca di indicazioni su quale sarà l’andamento nel breve periodo.

Un’analisi storica sulla correlazione tra andamento dei mercati e ingovernabiltà è stata fatta da Vito Lops del Sole 24 Ore, il quale ha citato, tra i vari esempi, il caso del Belgio nel 2010-2011:

“La Borsa del Belgio nei 541 giorni senza esecutivo ha archiviato un calo del 15%. Il rendimento dei rispettivi titoli a 10 anni è salito dell’1% (ovvero 100 punti base). “

Il bilancio è negativo anche durante il vuoto politico spagnolo:

“Borsa -6% e tassi dei Bonos in rialzo di 6 punti base. Mentre lo scorso anno, durante i sette mesi in cui l’Olanda non poteva andare oltre l’ordinaria amministrazione, la Borsa di Amsterdam è salita del 6% e il rendimento dei governativi si è ridimensionato di 70 punti base (in questo caso il calo è una buona notizia perché i rendimenti dei bond sono inversamente proporzionali ai prezzi)”.

Da questi esempi, Vito Lops evidenzia che i dati ci dicono che

 “negli ultimi casi in cui un Paese dell’Eurozona è rimasto a lungo senza un governo le Borse non sono certo tracollate e in alcuni casi hanno anche guadagnato”. Ma non solo. “Anche laddove il bilancio finale è risultato negativo non sono mancate fasi in cui i rispettivi listini erano in rialzo pur in mancanza di una nuova squadra di ministri”. 

Si deduce che:

“La statistica degli ultimi anni ci suggerisce quindi che i mercati oggi sono sempre meno spaventati se un Paese dell’area euro affronta un momento più o meno lungo di “non-governo”. È la prova che oggi i governi nazionali dell’area euro contano sempre meno. Le regole dei trattati sovranazionali sottoscritte, attraverso cessioni parziali di sovranità, depotenziano – che piaccia o no – le iniziative “fuori dagli schemi” a livello nazionale” dice Lops, che aggiunge: “La priorità, nella logica degli investitori, è che alla guida non ci sia un governo che abbia intenzione di sconvolgere gli equilibri”.

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