Come difendersi dalla guerra ai contanti

18 gennaio 2017, di Daniele Chicca

In India, lo si è visto, il processo di demonetizzazione ha provocato il caos. La decisione del governo Modi di abolire le 1000 e le 500 rupie (14,75 e 7,37 dollari rispettivamente), banconote di taglio medio che costituivano circa l’86% del denaro in circolazione nel paese, ha scioccato i cittadini, provocando file eterne e proteste agli sportelli del bancomat.

Credit Suisse stima che in India più del 90% delle operazioni siano effettuate in contanti. “Possiamo passare da una società con i contanti a una senza in maniera graduale”, ha dichiarato Modi il cui scopo ufficiale è quello di combattere l’evasione fiscale, la corruzione e le attività del mercato in nero.

Graduale fino a un certo punto di vista. Modi ha dato ai suoi cittadini tempo fino alla fine dell’anno scorso per scambiare le vecchie banconote che sarebbero cadute in disuso a partire dal 2017 con le nuove. Ma le nuove banconote erano difficili da trovare e gli indiani hanno dovuto fare lunghe code alle filiali bancarie e in alcuni casi sono rimasti anche senza busta paga.

E i cittadini che vivono in India se la sono passata meglio dei 16 milioni di indiani che abitano all’estero. Questi avevano solo una possibilità per cambiare le loro vecchie rupie in tempo: rientrare fisicamente in patria entro fine anno e mettersi pazientemente in fila al bancomat. Molti hanno perso somme di denaro equivalenti a migliaia di dollari. 

L’India offre un esempio di quello che potrebbe succedere se un giorno le autorità europee o italiane decidessero di eliminare le banconote. I controlli di capitale imposti ai contanti fisici sono già stati imposti in diversi paesi occidentali, tra cui la Francia e gli Stati Uniti. La banconota di più grosso taglio in Usa è di appena 100 dollari al momento e si parla dell’abolizione dei tagli da 50 e 100. L’Australia le autorità stanno pensando sul serio all’eliminazione della banconota da 100.

Tre strategie di investimento in caso di guerra ai contanti

Membri ed economisti dell’Fmi hanno chiesto l’abolizione progressiva delle banconote in Usa e nei paesi occidentali, mentre l’ex capo del Tesoro Larry Summers, presente al World Economic Forum di Davos, ha scritto un articolo apparso sul Washington Post nel febbraio del 2016 in cui chiedeva di “uccidere la banconota da 100 dollari”. Summers ha lanciato un appello per un “accordo globale per smettere di stampare banconote superiori a 50 o 100 dollari”.

Senza contanti in circolazione, le banche centrali potrebbero imporre tassi negativi a loro piacimento e le banche avrebbero il controllo sul denaro della clientela senza doversi preoccupare di una corsa agli sportelli e di una fuga dei depositi. 

Ecco allora tre consigli utili per mettersi al riparo in vista della guerra che i governi e le banche centrali potrebbero lanciare contro le banconote. Tra le strategie di investimento alternative ai contanti gli analisti indipendenti di Money Morning consigliano di comprare:

  • Oro e argento: il classico  bene rifugio è il metallo prezioso. Anche se fondi comuni legati all’oro come lo SPDR Gold Trust sono una delle soluzioni possibili, “gli investitori potrebbero prendere in considerazione anche la possibilità di detenere oro fisico, come lingotti o monete.
  • Immobiliare: non tutti si possono permettere di comprare una casa e l’investimento viene da alcuni considerato “vecchio stile”, perché non offre una certa mobilità del proprio denaro. Ma rimane un asset fisico e in quanto tale è “un affidabile possedimento di valore che offre una scappatoia dalla guerra ai contanti”.
  • Bitcoin: in un mondo senza contanti in circolazione o con la mancanza di denaro fisico di cui disporre la divisa virtuale digitale diventa una prospettiva interessante. Il Bitcoin è per esempio più facile da spendere rispetto ai metalli preziosi, può essere custodito più facilmente (in un computer o nel portafoglio) e può essere trasferito ovunque nel mondo grazie a Internet. Le transazioni con la criptocurrency sono riservate, anche se è possibile tracciarle. Il problema principale è rappresentato dalla sua volatilità e chi compra Bitocoin deve essere consapevole dei rischi” che corre.

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