Col Rosatellum bis non vince nessuno, nemmeno le larghe intese

13 ottobre 2017, di Alberto Battaglia

La legge elettorale Rosatellum bis, proposta dal Pd e sostenuta da sufficienti partiti (Ap, Fi, Lega) per arrivare all’approvazione, non produrrebbe, almeno sulla carta, nessun tipo di maggioranza. Nemmeno evocando le larghe intese. E’ quanto rivela una simulazione del Corriere della Sera, basata sui sondaggi politici Ipsos che hanno rilevato le intenzioni di voto negli ultimi 15 mesi.
Il sistema configurato dalla legge “mista”, sia maggioritaria sia proporzionale e che consente di presentare coalizioni fra partiti, andrebbe a favorire il risultato del M5s in termini di seggi: secondo la simulazione i pentastellati ne conquisterebbero 178 nelle due Camere contro i 175 dell’Italicum (riveduto dalla Consulta). Immaginando un alleanza Pd-Ap, il centrosinistra raccoglierebbe 174 seggi, di cui 105 provenienti dall’assegnazione con sistema proporzionale al Pd e 11 ad Ap, mentre altri 58 andrebbero assegnati con modalità maggioritaria e congiuntamente fra Pd e Ap.

 

Considerando le alleanze parlamentari, l’asse Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sarebbe quello più rappresentato in Parlamento con 238 seggi suddivisi fra i 60 di Fi i 59 della Lega e i 16 di FdI, più altri 103 assegnati congiuntamente nei collegi uninominali. Alla sinistra (Mdp, Sinistra Italiana, Possibile) resterebbero 23 seggi e agli altri partiti gli ultimi 4. Restano fuori dal calcolo i seggi assegnati dalla Valle d’Aosta e quelli della circoscrizione estero. A conti fatti, i risultati della possibile nuova legge non provocherebbero grandi mutamenti, quasi a congelare uno status quo che rischia di prolungarsi ancora: “Una buona legge elettorale”, ha commentato Renato Brunetta (Fi) “è quella che non accontenta, o che scontenta, tutti i partiti alla stessa maniera. E questa legge scontenta noi, il Pd, la Lega, M5s, ciascuno per ragioni diverse”.

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