Cina:Fondo Mandarin, Roversi al vertice

19 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Fabio Roversi Monaco, già rettore dell’Università di Bologna e attuale presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, è designato alla presidenza di Mandarin Capital Partners, il neonato fondo private equity che consentirà alle imprese italiane e cinesi di allearsi per affrontare insieme la competizione sui mercati internazionali. Ad annunciarlo, nel corso di un incontro pubblico per la presentazione del Fondo svoltosi venerdì scorso a Imola (Bologna), sono Pietro Modiano (direttore generale del Sanpaolo-Imi) e Alberto Forchielli (managing partner del Mandarin Fund e ideatore del progetto). Dal punto di vista procedurale, questi i passi: dopo l’indicazione di Roversi Monaco e Modiano come consiglieri da parte dell’assemblea della Mandarin Capital Management, avvenuta venerdì scorso, la formalizzazione della nomina di Roversi Monaco alla presidenza di Mandarin Fund avverrà nell’ambito del prossimo consiglio di amministrazione con l’ingresso di tutti gli altri consiglieri, cinesi inclusi. Roversi Monaco è designato alla presidenza di Mandarin Capital Management e del fondo (in quanto sarà nominato presidente della società di gestione del fondo). Modiano rimarrà consigliere in rappresentanza del Sanpaolo Imi. Il vice presidente di Mandarin Fund sarà invece cinese e verrà indicato prossimamente da China Development Bank, primaria banca della Repubblica Popolare Cinese e principale investitore e sponsor del Mandarin Fund insieme con China EximBank e al Sanpaolo Imi. Il progetto del Fondo Mandarin Capital Partners ha un carattere inedito ed è assolutamente innovativo, in quanto ha l’obiettivo di lanciare un ponte tra le imprese italiane e le imprese cinesi per affrontare insieme la competizione sui mercati internazionali. L’idea nasce dal tentativo di dare una risposta alle necessità delle imprese, italiane ed europee, alle prese con la competizione cinese, molte delle quali stanno considerando una delocalizzazione, ma senza la volontà di mettere a rischio enormi patrimoni di lavoro, tecnologie e know how.
Mandarin Fund dà anche risposta alle esigenze emergenti delle aziende cinesi, investitori sempre più affermati sull’arena internazionale, in cui cercano sbocchi distributivi e, soprattutto, brand forti e tecnologie affermate. Il progetto del Fondo Mandarin Capital Partners ottiene la sponsorizzazione del Sanpaolo Imi (con una sottoscrizione del 30 per cento, pari a 75 milioni di euro), che è il principale investitore e sponsor insieme a due banche cinesi: la China Development Bank, primaria banca della Repubblica Popolare Cinese, la cui presenza garantisce visibilità e appoggio istituzionale in Cina, che sottoscrive la medesima entità, pari al 30 per cento dell’ammontare complessivo (75 milioni di euro) e China EximBank, che sottoscrive una somma iniziale di 50 milioni di euro, pari al 20 per cento. L’accordo-quadro di Mandarin Capital Partners viene siglato a Pechino lo scorso settembre da Modiano, da Gao Jian (vice-governatore della China Development Bank) e da Forchielli, alla presenza dei due premier, Romano Prodi e Wen Jiabao. E il mese scorso, a conclusione del l’incontro intergovernativo italo-cinese, viene siglato l’investment shareholding agreement, ossia il contratto finale e definitivo che sancisce il via libera operativo a Mandarin Capital Partners, alla presenza dei due ministri degli Esteri, Massimo D’Alema e Li Zhaoxing. Mandarin Capital Partners punta alla costituzione di un’entità di private equity operante come un ponte sull’asse Italia-Cina con una dimensione prevista di 300 milioni di euro, con tipologia di interventi di tipo growth (crescita, ndr), Mbo e Mbi (rispettivamente management buy-out e buy-in, ndr).

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